Calabria promossa su rinnovabili e agricoltura, ma la transizione rallenta
I dati della piattaforma CIRO di Italy for Climate e Ispra: bene energia pulita e biologico, criticità su edifici, trasporti e rischio alluvione
La Calabria mostra buone performance nel percorso di transizione energetica, soprattutto grazie alla quota di energia da fonti rinnovabili e a un settore agricolo fortemente orientato alla sostenibilità. Il quadro restituito da CIRO, la piattaforma sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con Ispra, evidenzia però anche alcuni ritardi significativi nella fase più recente della transizione, in particolare sul fronte degli investimenti, delle infrastrutture energetiche, della mobilità elettrica e della riqualificazione degli edifici.
Secondo i dati elaborati dalla piattaforma, che analizza le performance ambientali regionali attraverso 27 indicatori chiave, la Calabria registra una quota di energia da fonti rinnovabili pari al 35% dei consumi complessivi, quasi il doppio della media nazionale, ferma intorno al 18%.
Rinnovabili sopra la media, ma nuovi impianti ancora lenti
La Calabria si colloca tra le regioni italiane con la più alta incidenza di consumi energetici coperti da fonti rinnovabili. Un dato positivo, che si accompagna a consumi energetici pro capite tra i più bassi del Paese e a emissioni pro capite inferiori alla media italiana.
Il mix energetico regionale risulta inoltre più orientato alle fonti pulite rispetto al dato nazionale e non registra la presenza del carbone. Tuttavia, il rapporto segnala una dinamica meno brillante per quanto riguarda lo sviluppo recente.
La quota di conseguimento del target rinnovabili al 2030 si ferma infatti al 16%, contro una media nazionale del 31%. Anche la crescita dei nuovi impianti resta sotto la media e le comunità energetiche attive sono ancora poche: 5 in totale nel 2024.
Agricoltura sostenibile, la Calabria tra le migliori in Italia
Il settore agricolo rappresenta uno dei principali punti di forza della regione. La Calabria è tra le prime in Italia per diffusione dell’agricoltura biologica, con una quota pari al 36% della superficie coltivata, rispetto a una media nazionale del 19,8%.
La regione registra inoltre bassi livelli di utilizzo di fertilizzanti e contenute emissioni climalteranti legate al comparto agricolo. Anche il numero di bovini allevati in rapporto alla popolazione risulta inferiore alla media, con 60 capi ogni mille abitanti.
Su questo fronte, i dati di CIRO consegnano dunque un’immagine positiva: l’agricoltura calabrese appare già orientata verso pratiche più sostenibili e meno impattanti dal punto di vista ambientale.
Edifici: consumi contenuti, ma poche classi A
Nel comparto edilizio, la Calabria presenta consumi energetici generalmente contenuti, anche grazie al clima mite che riduce il fabbisogno legato al riscaldamento. Le emissioni pro capite del settore sono migliori della media nazionale e la quota dei consumi elettrici arriva al 32%.
La criticità principale riguarda però la qualità energetica del patrimonio immobiliare. Gli edifici in classe A sono soltanto il 6%, contro una media nazionale dell’11%. Un dato che segnala un ritardo nella riqualificazione edilizia e nella capacità di rendere più efficiente il patrimonio abitativo e pubblico.
Trasporti, bene le emissioni ma resta debole il servizio pubblico
Sul fronte dei trasporti, la Calabria registra performance positive per quanto riguarda le emissioni pro capite, inferiori alla media nazionale. Il quadro diventa però più problematico se si guarda alla mobilità sostenibile.
Il trasporto pubblico locale resta poco utilizzato e la regione si colloca all’ultimo posto su scala nazionale per passeggeri trasportati. Anche la diffusione delle auto elettriche resta limitata, mentre il tasso di immatricolazione risulta ancora superiore alla media.
Il dato evidenzia una delle questioni più delicate per la transizione regionale: senza un rafforzamento dei servizi pubblici, delle infrastrutture e della mobilità elettrica, la riduzione delle emissioni rischia di procedere più lentamente.
Rischio alluvione e perdite idriche tra le criticità
La piattaforma CIRO segnala anche alcuni elementi positivi sul fronte della vulnerabilità climatica. Il consumo di suolo in Calabria è inferiore alla media nazionale e il numero di eventi meteo-climatici estremi in rapporto alla superficie risulta più basso rispetto al dato italiano.
Restano però criticità rilevanti. La quota di popolazione residente in aree a rischio alluvione è pari al 13%, superiore alla media nazionale dell’11,5%. Molto elevato anche il dato sulle perdite della rete idrica, indicato tra i più alti in Italia e compreso nel documento tra il 45% e circa il 49%.
Si tratta di numeri che confermano la necessità di rafforzare gli interventi sul ciclo idrico, sulla manutenzione delle reti e sulla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Barbabella: «Uno strumento per capire punti di forza e debolezza»
Il responsabile scientifico di Italy for Climate, Andrea Barbabella, sottolinea il valore della piattaforma come strumento di misurazione e confronto.
«Attraverso la piattaforma CIRO abbiamo voluto fornire alle regioni uno strumento per misurare le proprie performance in materia di clima e transizione energetica attraverso 8 temi, 27 indicatori e un'unica metodologia in grado di garantire la comparabilità dei risultati», dichiara Barbabella.
L’obiettivo, precisa, non è costruire classifiche, ma far emergere le peculiarità dei singoli territori. «L'obiettivo non è quello di fare delle classifiche, quanto piuttosto di far emergere le peculiarità spesso uniche dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni ad individuare le proprie priorità di azione».
Per Barbabella, CIRO punta anche a promuovere nei territori un dibattito sulla transizione fondato su dati attendibili e scientificamente solidi, frutto del confronto con Ispra e con altre istituzioni scientifiche nazionali.