Piana di Sibari, due giovani cicogne con GPS diventano simboli di legalità
I pulli “Libera” e “Carmela” sono stati inanellati e dotati di dispositivi satellitari per seguirne la migrazione verso l’Africa
Porteranno con sé un messaggio di memoria e legalità lungo le rotte migratorie che collegano la Calabria al continente africano. Due giovani esemplari di Cicogna bianca nati nella Piana di Sibari sono stati inanellati a scopo scientifico e dotati di dispositivi GPS satellitari, attraverso i quali sarà possibile seguirne gli spostamenti e raccogliere informazioni sulle aree di sosta e sui percorsi affrontati durante la migrazione.
I due pulli sono stati chiamati “Libera” e “Carmela”. La scelta dei nomi attribuisce all’attività scientifica anche un significato civile, legato all’impegno contro le mafie e alla memoria delle vittime innocenti.
L’intervento rappresenta la prima attività di inanellamento effettuata nel 2026 nella Piana di Sibari e rientra nelle iniziative di monitoraggio e conservazione della Cicogna bianca promosse dalla Lipu.
Tra pochi giorni, una volta completato il periodo trascorso nel nido, i due giovani esemplari dovrebbero iniziare il viaggio verso l’Africa.
Il pullo chiamato Libera
Il primo esemplare è stato chiamato Libera, in omaggio all’associazione fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti e alle persone che quotidianamente si impegnano nella promozione della legalità e nel contrasto alle organizzazioni mafiose.
La presenza dell’associazione durante l’attività ha dato all’iniziativa un valore ulteriore, trasformando l’inanellamento in un’occasione per collegare la protezione della biodiversità alla responsabilità civile.
Secondo la Lipu, il nome vuole rappresentare donne, uomini, volontari, familiari delle vittime e cittadini che lavorano per costruire comunità fondate sulla giustizia, sulla partecipazione e sul rifiuto della cultura mafiosa.
Il viaggio della giovane cicogna diventerà così anche il simbolo di un impegno che supera i confini geografici e continua a essere alimentato attraverso la conoscenza, la memoria e l’educazione.
Carmela e il ricordo delle vittime innocenti
Il secondo pullo è stato chiamato Carmela, in ricordo della madre di Antonino Montinaro, l’agente della scorta del giudice Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci.
Il nome è stato scelto anche per rappresentare tutte le vittime innocenti delle mafie e le loro famiglie.
La Lipu ricorda il ruolo svolto da Carmela e da don Luigi Ciotti nel percorso che ha portato alla nascita della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, celebrata ogni anno il 21 marzo.
Il volo della cicogna vuole quindi custodire il ricordo delle persone uccise dalla violenza mafiosa e diffondere un messaggio di speranza rivolto soprattutto alle nuove generazioni.
«Proteggere la natura significa anche custodire la memoria, la legalità e il futuro» è il principio che accompagna l’iniziativa.
I dati raccolti attraverso i GPS
I dispositivi satellitari permetteranno di seguire in tempo reale i movimenti delle due cicogne, dalla partenza dalla Calabria alle successive tappe della migrazione.
Le informazioni raccolte serviranno a ricostruire le rotte utilizzate, individuare le aree nelle quali gli animali si fermano per riposare e alimentarsi e comprendere quali siano i principali pericoli incontrati durante il viaggio.
Il monitoraggio consentirà inoltre di verificare i tempi di permanenza nelle diverse zone e l’eventuale ritorno degli esemplari nei territori nei quali sono nati.
Questi dati possono contribuire alla progettazione di interventi di conservazione più efficaci, soprattutto lungo le rotte maggiormente frequentate e nei luoghi nei quali la specie risulta esposta a rischi legati alle infrastrutture, alla perdita degli habitat e alle attività umane.
L’intervento di Ispra ed e-distribuzione
Le operazioni di marcatura e applicazione dei GPS sono state effettuate con il contributo di Ispra.
La Lipu ha ringraziato Pierpaolo Storino e Lorenzo Serra per l’attività scientifica condotta sui due esemplari.
Un ruolo operativo è stato svolto anche dalla squadra Blue Team di e-distribuzione di Corigliano-Rossano, impegnata negli interventi necessari per raggiungere il nido e operare in condizioni di sicurezza.
Il coordinamento ha coinvolto inoltre Massimo Vena, capo dell’Unità Sia di e-distribuzione Ut Cosenza, che ha autorizzato l’intervento.
La collaborazione tra associazioni ambientaliste, istituzioni scientifiche e personale tecnico ha consentito di svolgere le operazioni limitando i rischi per i giovani animali e per gli operatori.
Il progetto “La Piana della Natura”
I dispositivi satellitari sono stati acquistati nell’ambito del progetto “La Piana della Natura”, finanziato dal Programma regionale Calabria Fesr Fse+ 2021-2027.
Il progetto punta ad ampliare le conoscenze sul patrimonio naturalistico della Piana di Sibari e a sostenere attività di monitoraggio, divulgazione e conservazione delle specie presenti nell’area.
La disponibilità dei GPS permetterà di seguire le cicogne anche dopo l’abbandono del nido, superando i limiti delle osservazioni effettuate esclusivamente da terra.
Ogni spostamento di Libera e Carmela potrà aggiungere nuove informazioni alla ricerca scientifica sulla Cicogna bianca e offrire indicazioni utili per tutelare gli habitat necessari alla sua sopravvivenza.
Un messaggio affidato al volo
L’iniziativa unisce dunque tre dimensioni: la ricerca scientifica, la protezione della natura e la promozione della cultura della legalità.
Quando Libera e Carmela partiranno verso l’Africa, i loro movimenti saranno seguiti grazie alla tecnologia satellitare. Con loro viaggeranno anche i nomi e le storie ai quali sono state dedicate.
La Lipu intende così trasformare il percorso migratorio delle due giovani cicogne in un racconto di memoria, speranza e responsabilità condivisa.
Le immagini dell’attività sono state rese disponibili dalla Sezione Lipu di Rende attraverso i propri canali social.