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22/03/2026 ore 18.10
Ambiente

A Fiumefreddo Bruzio il mare diventa priorità: confronto serrato su tutela e futuro

Al Castello della Valle istituzioni, tecnici, magistrati e ambientalisti a confronto su depurazione, qualità delle acque, erosione e strategie per salvare la costa calabrese

di Battista Bruno

Una giornata interamente dedicata al mare, ai suoi problemi ma anche alle sue prospettive. A Fiumefreddo Bruzio, piccolo e suggestivo centro affacciato su un tratto di costa tra i più belli della Calabria, il tema della tutela ambientale è diventato occasione di confronto concreto tra istituzioni, esperti, amministratori e cittadini, nella cornice del Castello della Valle.

L’iniziativa “Mare & Territorio”, promossa dall’associazione Fiumefreddo nel Cuore guidata dal dottor Paolo Pagnotta, ha posto al centro del dibattito una delle questioni più delicate per la regione: la salute del mare e il suo rapporto, spesso fragile, con il territorio. Una risorsa identitaria e strategica, sospesa tra bellezza e criticità: da un lato patrimonio naturale e leva di sviluppo, dall’altro ecosistema sempre più esposto a inquinamento e cambiamenti climatici.

Ampia e qualificata la partecipazione. Numerosi i sindaci della costa tirrenica, insieme a rappresentanti istituzionali, tecnici e associazioni ambientaliste. Un segnale chiaro: il tema non è più rinviabile e incide direttamente sul futuro economico, turistico e sociale della Calabria. Senza il mare, la Calabria non ha prospettive; senza tutela, il mare rischia di perdere valore e funzione.

Il confronto, diretto e senza sconti, ha affrontato le principali criticità: erosione costiera, inquinamento, malfunzionamento dei depuratori, ritardi negli investimenti. Sullo sfondo, una riflessione severa sugli anni di commissariamento del settore e sugli errori che hanno inciso sulla qualità delle acque e sulla credibilità del sistema.

Di rilievo istituzionale l’intervento di Salvatore Siviglia, direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria (tema trattato: “tutela delle acque e rafforzamento delle politiche di controllo e prevenzione”), che ha ribadito l’impegno dell’ente e ascoltato le istanze emerse dal territorio e tutti i temi trattati dai relatori.

Sul piano tecnico, particolarmente incisivo il contributo del direttore generale di Arpacal, Michelangelo Iannone (“Monitoraggio e valutazione della qualità delle acque di balneazione in Calabria: evidenze tecnico-scientifiche e supporto alle decisioni”), che ha tracciato un quadro dettagliato sullo stato delle acque, sui risultati ottenuti, evidenziando criticità e margini di miglioramento.

Importanti anche gli interventi dal mondo giudiziario e accademico: il dottor Domenico Assumma, sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro (“Depurazione delle acque, appalti pubblici e tutela del mare: il contrasto ai reati ambientali”); la dottoressa Teresa Valeria Grieco, consigliere presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria (“Inquinamento marino: acquisizione e valutazione del materiale probatorio”); la professoressa Vincenza Calabrò, dell’Università della Calabria (“Ricerca e innovazione nel trattamento delle acque per la tutela e la valorizzazione del mare”); il professor Francesco Aristodemo, dell’Università della Calabria (“Metodologie per l’analisi delle coste nel campo dell’ingegneria marittima”).

A completare il quadro, la presenza delle forze dell’ordine e degli organismi di controllo, tra cui Capitaneria di Porto e Polizia di Stato, insieme al contributo delle associazioni ambientaliste, come WWF e Plastic Free, impegnate quotidianamente nella salvaguardia del territorio.

Il dibattito, lungo e partecipato, moderato dal giornalista e direttore del Network LaC Franco Laratta, si è sviluppato in modo dinamico, mettendo a confronto visioni diverse ma convergenti su un punto: serve una strategia comune, stabile e concreta. E tutti hanno evidenziato come non ci sia più tempo da perdere.

L’intuizione del dottor Pagnotta è stata ampiamente riconosciuta, anche perché per la prima volta istituzioni pubbliche e private, università e soggetti tecnici si sono confrontati in modo organico su un tema cruciale per una regione che conta circa 800 chilometri di coste, in parte da anni in sofferenza.

Dalla giornata di analisi e relazioni scientifiche sono emerse indicazioni precise rivolte alle istituzioni e agli enti competenti: migliorare il sistema di depurazione, accelerare gli investimenti, rafforzare i controlli e costruire una governance più efficace e trasparente.

“Mare & Territorio” non è stata solo una giornata di studio, ma un segnale forte. La consapevolezza condivisa è che il mare rappresenti una risorsa decisiva per il futuro della Calabria. E che che con i mutamenti climatici in corso, occorrono misure strutturali e investimenti straordinari per affrontare le emergenze.