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10/08/2026 ore 09.30
Ambiente

Praia, visite all’Isola Dino solo con il Wwf: «Tutela e valorizzazione devono camminare insieme»

Dopo il ritorno dell'isola al patrimonio pubblico, al termine di una lunga vicenda giudiziaria, l'obiettivo delle istituzioni locali è quello di coniugare valorizzazione e conservazione di un ecosistema unico, caratterizzato da una straordinaria biodiversità e da habitat di grande pregio naturalistico

di Francesca Lagatta

Un patrimonio naturale da vivere, ma nel pieno rispetto delle regole. L'Isola Dino, simbolo di Praia a Mare e tra i luoghi più suggestivi della costa tirrenica calabrese, è oggi nuovamente fruibile dai visitatori attraverso un percorso che mette al centro la tutela ambientale.

Dopo il ritorno dell'isola al patrimonio pubblico, avvenuto al termine di una lunga vicenda giudiziaria, l'obiettivo delle istituzioni locali è quello di coniugare valorizzazione e conservazione di un ecosistema unico, caratterizzato da una straordinaria biodiversità e da habitat di grande pregio naturalistico.

Escursioni autorizzate dal Wwf

Per questo motivo l'accesso non è libero. Chi desidera visitare l'Isola Dino deve necessariamente rivolgersi al Wwf. Attraverso una campagna informativa, disponibile anche sui social, è possibile reperire facilmente tutte le indicazioni e i recapiti necessari per prenotare le escursioni.

A spiegare le ragioni di questa scelta è il sindaco di Praia a Mare, Antonino De Lorenzo. «È un obbligo previsto dal Parco Marino, con il quale collaboriamo costantemente. Lo stesso Parco ha selezionato il Wwf attraverso un avviso pubblico e proprio in questi giorni ha emanato un'ordinanza che vieta a chiunque di salire sull'Isola Dino, fatta eccezione per gli operatori autorizzati, gli enti competenti, le forze dell'ordine e i soggetti espressamente titolati».

L’invito a visitare l’isola

Il primo cittadino invita cittadini e turisti a vivere questa esperienza nel rispetto dell'ambiente, sottolineando il valore educativo della visita. «Consiglio a tutti di fare una passeggiata sull'isola perché è un'esperienza molto bella. Permette di osservare come la natura possa trasformarsi in un contesto che apparentemente sembra immobile, ma che in realtà è estremamente dinamico. È un luogo da far conoscere anche ai più giovani, per raccontare ciò che è stato e immaginare ciò che potrà diventare».

Una lunga diatriba

Nel 1962 Il Comune di Praia a Mare vende l'isola all’Isola di Dino S.p.A., società riconducibile a Gianni Agnelli. L'idea originaria era realizzare un esclusivo polo turistico internazionale, ma il progetto non andrà mai in porto. Così, qualche anno dopo comincia una lunga diatriba giudiziaria, che si conclude, in prima istanza, nel 2014, quando il Tribunale di Paola annulla il contratto di compravendita del 1962, dichiarando il ritorno della proprietà al Comune di Praia a Mare.

Ma è nel 2022 che il cerchio si chiude definitivamente, quando arriva la pronuncia del Commissariato regionale per gli usi civici della Calabria, il quale sancisce definitivamente il ritorno dell'Isola Dino e delle strutture presenti sull'isola al patrimonio comunale.

Il nuovo capitolo

Per De Lorenzo, la riassegnazione dell’isola al patrimonio comunale è solo il primo step di un progetto più ampio. Negli ultimi mesi, infatti, l'Isola Dino è stata al centro di sopralluoghi e visite istituzionali (Come quella del presidente Roberto Occhiuto durante il Bob Fest), che potrebbero aprire nuove prospettive per il futuro.

«Stiamo cercando di aprire le menti – fa sapere il primo cittadino -, ma soprattutto i cuori, verso quello che dovrà essere uno sviluppo necessario per quest'area. Ritengo che a breve possano arrivare proposte molto interessanti. La tutela dell'ambiente – ha concluso - resta però il principio da cui partire e sul quale costruire ogni progetto di valorizzazione».