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27/02/2026 ore 19.00
Ambiente

Legambiente Serre Cosentine: «In 10 anni recuperati 15mila pneumatici e 6.700 alberi piantati» | VIDEO

Intervista al presidente Andrea Azzinnaro: lotta all’abbandono rifiuti, denunce per discariche, educazione nelle scuole e progetti ancora da completare

di Antonio Alizzi
Andrea Azzinnaro, presidente Legambiente Serre cosentine

Legambiente Serre Cosentine nasce nel 2016 «con l’obiettivo appunto di cercare di contrastare per quanto possibile l’abbandono dei rifiuti», definito da Andrea Azzinnaro «una piaga che purtroppo attanaglia da sempre i nostri territori e anche l’hinterland cosentino».

Il circolo oggi conta «36 soci», con un dato particolare: «Quindici sono amministratori, sindaci». L’attività, spiega, si muove «sia a livello locale e sia a livello nazionale», in particolare con la campagna «Puliamo il Mondo», in cui «tanti volontari in tutta Italia si adoperano per recuperare i rifiuti abbandonati».

Alla domanda su cosa si intenda per Serre Cosentine, Azzinnaro chiarisce: «Parliamo di Cerisano, Mendicino, Carolei, Marano, quindi sono tutti questi paesi che fanno da coronario, da corona alla città di Cosentino».

15.000 pneumatici recuperati in dieci anni e trasformati in parchi gioco

Il risultato più concreto citato nell’intervista riguarda la collaborazione con il consorzio Ecotyre: «Durante la campagna di Puliamo il Mondo sono stati recuperati oltre 15.000 pneumatici in dieci anni e grazie al consorzio Ecotyre appunto questi pneumatici sono diventati dei parchi gioco».

Il motivo è anche di sicurezza ambientale: «È importante perché comunque sono altamente infiammabili», e quindi possono alimentare incendi in una regione che «è interessata ogni anno dagli incendi».

Incendi, frane e cultura ambientale

Azzinnaro collega la questione rifiuti al tema più ampio della prevenzione: «È appunto culturale», dice, spiegando che l’associazione ha puntato molto sulle scuole: «Abbiamo e stiamo cercando di fare tante attività a scuola, ogni ordine grado di scuola».

E aggancia il tema alla raccolta differenziata e alle buone pratiche, citando anche l’Ecoforum: «Oggi Legambiente Calabria ha organizzato l’Ecoforum dove sono stati premiati i comuni che hanno raggiunto una determinata percentuale di raccolta differenza». Tra quelli richiamati nell’area delle Serre: «Cerisano, Marano Marchesato, Carolei…».

Discariche abusive: segnalazioni, bonifiche e denunce in Procura

L’intervista entra poi nel capitolo più duro: le discariche. Azzinnaro spiega che non si tratta «soltanto del solito sacchetto di rifiuti domestici», perché esistono «vere e proprie aree ormai discarica», con rifiuti anche particolari: «Abbiamo trovato casse di zinco, farmaci» e tanto altro.

Cita un punto specifico: «la strada provinciale che da Cerisano collega a Fiumefreddo Bruzio». Il metodo operativo è chiaro: «Riceviamo ogni settimana diverse segnalazioni e prontamente, si procede alla denuncia in procura» quando «la situazione è veramente drastica». Tra le prossime iniziative, Azzinnaro indica la prosecuzione del progetto avviato due anni fa: «Continueremo il progetto 10mila nuovi alberi». Il traguardo non è ancora raggiunto: «Siamo arrivati a 6.700 nuove piante».

La “Laudato si’” come bussola: «Conversione ecologica»

C’è anche un riferimento esplicito: «L’enciclica “Laudato Sì” per noi è una bussola, consiglio a tutti quanti di leggere specialmente ai sindaci e a tutti gli amministratori». E spiega perché: «Papa Francesco ci dice che noi abbiamo bisogno di una conversione ecologica, prenderci cura della nostra casa comune, è un messaggio rivolto a tutti gli abitanti del mondo».

Scuole e nuove generazioni: «I bambini sanno già tutto»

Sull’impatto nelle classi, Azzinnaro nota un dato incoraggiante: «I bambini sanno già tutto, questo è già un buon punto di partenza». I ragazzi più grandi, invece, «sono curiosi» e «anche preoccupati delle condizioni in cui versa la nostra regione», citando tra le questioni che riaffiorano ancora «la famosa nave dei veleni» e il dubbio su «cosa ci sta nei fondali del nostro mare».

Raccolta differenziata: cosa funziona e perché il porta a porta è “vincente”

Azzinnaro prende posizione sul modello: «Assolutamente il porta a porta», perché «consente anche agli operatori di verificare effettivamente se il rifiuto è stato differenziato in maniera corretta». Ammette però la difficoltà delle grandi città: «È più difficile, un comune che supera i 15 mila abitanti», tra servizi e grandi utenze. E chiude con un messaggio: «Non bisogna abbandonare, ma amare la nostra città».