Sezioni
31/07/2026 ore 18.30
Ambiente

Rifiuti sull’argine del Busento, Caruso: «Effettueremo pulizia immediata»

Dopo il nostro reportage di questa mattina, il primo cittadino afferma di aver immediatamente messo in moto la macchina per rimettere in sesto le rive del fiume. E sulla manutenzione straordinaria: «Abbiamo inviato sollecito a Calabria Verde»

di Francesco La Luna

Lo slalom fra bottiglie, bici, reggiseni, birre è irreale. Il Lungo Busento Oberdan, sull’argine del fiume che taglia Cosenza, è una discarica a cielo aperto. Il sindaco del capoluogo bruzio, Franz Caruso, ai nostri microfoni promette un intervento immediato: «Abbiamo già dato disposizione per ripulire gli argini del Busento e rimuovere questi rifiuti che sono frutto anche dell'abbassamento del livello dell'acqua, perché – spiega il primo cittadino – dopo le piene che hanno caratterizzato il mese invernale c'è stato adesso un calo del flusso: questo ha portato in evidenza i rifiuti trasportati da quell'ondata. Quindi abbiamo già dato disposizione perché si ripuliscano gli argini e si provveda alla pulizia ordinaria anche dell'alveo».

Cosenza, sull’argine del Busento è slalom fra i rifiuti – FOTOGALLERY

Ha colpito nel segno, dunque, il nostro reportage che ha mostrato come l’argine del Busento sia un’enorme discarica a cielo aperto. Ragion per cui il Comune si è attivato immediatamente per dare attenzione ai corsi d’acqua: «Come città abbiamo una fortuna come città e siamo circondati da non due, ma da tre fiumi, perché abbiamo il Busento, il Crati e il Campagnano: sono un attrattore turistico importante, per cui abbiamo sempre dato importanza alla loro pulizia, al mantenimento anche della manutenzione ordinaria e straordinaria».

La manutenzione straordinaria in capo a Calabria Verde: «Da febbraio nessuna risposta»

Se la manutenzione ordinaria tocca al Comune, quella straordinaria è di competenza della Regione. Dopo che il ciclone Nils ha creato una piena che soltanto per una questione di centimetri non ha inondato Piazza Valdesi, i tronchi trasportati dalla furia dell’acqua sono rimasti lì: febbraio, maggio, luglio, eppure nessuno è intervenuto. Un problema non da poco, visto che alcuni sono ormai in procinto di staccarsi. E questo creerebbe un tappo naturale con conseguenze disastrose.

«Abbiamo sollecitato, e ho dato disposizione per sollecitare ancora, l'intervento di Calabria Verde – spiega Caruso – perché dopo il ciclone Nils non è stata accolta, non è stata portata a esecuzione quella richiesta che avevamo immediatamente avanzato. Confido nel rapporto, ma confido anche nella sensibilità della Regione e di Calabria Verde, affinché si arrivi immediatamente al ripristino della situazione di normalità nella manutenzione dei nostri fiumi».

Da parte di Caruso, insomma, massima fiducia nei confronti delle istituzioni regionali. Anche perché si è già visto quanti e quanto gravi siano i rischi che si corrono nel momento in cui la natura decide di ribellarsi all’uomo. Rischi che la Calabria non vuole più correre.