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21/06/2024 ore 13.33
Cosenza Calcio

Alle origini di Alvini: dalla Promozione alla Serie A. Ora il rilancio a Cosenza?

Il nuovo allenatore del Cosenza cerca un rilancio dopo le ultime due annate negative. Ha toccato la A con la Cremonese dopo l'avvio tra i dilettanti.
di Alessandro Storino

La carriera di Massimiliano Alvini in panchina è partita da molto lontano. Il tecnico nato a Fucecchio infatti, non ha un passato da calciatore importante. Ha sempre giocato nei dilettanti. Le sue prime panchine sono proprio in quelle categorie.

L’inizio in Promozione

Inizia nel 2000, a soli trent’anni visto che è un classe 1970, con la Juniores del Signa, per poi assumere il controllo della prima squadra l’anno dopo in Promozione. Vince il campionato e nel 2003 va al Quarrata, in Eccellenza. Si alterna sulla panchina di queste due squadre fino al 2008 quando lo ingaggia il Tuttocuoio. Con la squadra di San Miniato centra un doppio salto di categoria e dalla Promozione, vola in Serie D. Nel 2012/2013 vince il campionato e sale per la prima volta, l’anno successivo, tra i professionisti. Rimane sempre in C con i neroverdi fino all’estate del 2015 quando riceve la chiamata della Pistoiese.

I primi anni in Serie C ed il miracolo a Reggio Emilia

Con gli arancioni dura 30 giornate. Viene esonerato ma nel 2016 approda all’Albinoleffe. Con i bergamaschi Alvini rimane due stagioni nelle quali centra un nono ed un quinto posto. Il terzo anno, nell’ottobre del 2018, viene esonerato e rimane fermo fino all’estate successiva, quando arriva la chance della Reggiana. I granata non partono tra i favoriti ma sorprendono tutti e, a febbraio, quando arriva lo stop per il Covid, la squadra è al 2° posto in classifica. Si riprende direttamente a luglio con gli spareggi. I ragazzi di Alvini, trascinati dall’ex crotonese Kargbo, sbaragliano la concorrenza. Eliminano prima il Potenza e poi il Novara. In finale contro il Bari sono sfavoriti sulla carta ma giocano in casa, al Mapei Stadium. Un gol ancora di Kargbo regala la Serie B alla Regia, categoria dalla quale mancava da ormai 21 anni.

La retrocessione e la chiamata del Perugia

Rimane anche l’anno dopo e, in quell’occasione, il suo destino si incrocia per la prima volta con quello del Cosenza. Nelle due sfide contro i rossoblù allora allenati da Occhiuzzi, vince al “San Vito – Marulla” per 0-1 e pareggia nel ritorno del Mapei Stadium. La squadra però non è all’altezza della situazione e retrocede in C matematicamente alla penultima giornata dopo il ko interno con la Spal. Alvini è in lacrime e saluta Reggio Emilia dove, ancora oggi, è ricordato con tanto affetto. Nell’estate del 2021 la sua nuova casa diventa Perugia, ancora in Serie B. Con gli umbri Alvini si rilancia, centra l’ottavo posto in campionato che vuol dire play-off. La squadra va fuori al 1° turno contro il Brescia ma il lavoro del tecnico toscano è molto apprezzato.

Il paradiso della Serie A con la Cremonese

Infatti in estate arriva la chiamata dalla Serie A. Lo ingaggia la Cremonese per il dopo Pecchia, l’allenatore che li ha riportata in massima serie. I lombardi però non hanno una rosa di grandissima qualità e, nonostante buone prove, non riescono mai a vincere una partita sotto la guida di Alvini che viene esonerato dopo 18 partite nelle quali ha collezionato solo 7 pareggi a fronte di 11 ko. La Cremonese a fine anno retrocede ed Alvini viene ingaggiato l’estate scorsa dallo Spezia. Anche qui però le cose non vanno come previsto. Nonostante una rosa importante i liguri non ingranano. Ne fa le spese ancora una volta Alvini, esonerato a novembre dopo 13 partite e 10 punti. Da ieri il toscano è il nuovo allenatore del Cosenza. Con la voglia di ripartire e mettersi alle spalle le ultime due negative annate.