Appalto del Marulla e sospensione delle attività sportive: il rischio di un cortocircuito amministrativo
Esistono due possibili scenari di contenzioso: uno che ha inciso in maniera rilevante sull’attribuzione dei punteggi, l’altro sulla sospensione delle attività sportive che indurrà il Cosenza Calcio ad azioni legali
La vicenda relativa ai lavori di riqualificazione dello stadio San Vito-Marulla di Cosenza merita una riflessione attenta, non soltanto sotto il profilo tecnico-amministrativo, ma anche per le possibili implicazioni giuridiche e finanziarie che potrebbero derivarne per il Comune di Cosenza e, indirettamente, per i cittadini.
Il disciplinare di gara dell’appalto attribuiva un rilievo particolarmente significativo alla continuità d’uso dell’impianto sportivo durante l’esecuzione dei lavori. Tale elemento non era un aspetto secondario, ma rappresentava uno dei criteri maggiormente premianti dell’offerta tecnica, al quale erano attribuiti ben dodici punti. A questi si aggiungevano ulteriori punteggi per la programmazione delle fasi di lavoro compatibili con il calendario sportivo e per le misure di sicurezza e protezione dei lavoratori e del pubblico.
Sulla base di questi presupposti, con determinazione dirigenziale del 23 dicembre 2025, il Settore 11 del Comune di Cosenza ha proceduto all’aggiudicazione dei lavori per un importo di 4 milioni 550 mila 277,88 euro, a seguito di una procedura alla quale hanno partecipato quattro concorrenti.
Successivamente, tuttavia, i dirigenti competenti hanno disposto la sospensione delle manifestazioni sportive presso il San Vito-Marulla, motivandola con la presunta incompatibilità tra le attività di cantiere e lo svolgimento delle gare, per ragioni legate alla sicurezza e all’ordine pubblico. Tra le criticità richiamate figurano il rischio di emissioni di polveri, vibrazioni e rumori, la possibile caduta di materiale dalle aree di lavorazione, le problematiche connesse alla sistemazione delle acque reflue e la necessità di ricollocare il settore destinato ai tifosi ospiti.
È proprio in questo passaggio che emerge, a mio avviso, un evidente cortocircuito amministrativo. Se la continuità delle manifestazioni sportive costituiva un elemento qualificante e premiante dell’offerta tecnica, appare legittimo interrogarsi sulle conseguenze derivanti da un successivo provvedimento che, di fatto, ne determina la sospensione. Da qui potrebbero aprirsi, in linea puramente teorica e da verificare nelle sedi competenti, due possibili scenari di contenzioso.
Il primo riguarda l’Associazione Temporanea di Imprese seconda classificata, la quale potrebbe sostenere che l’assetto concreto dell’intervento si sia discostato dalle condizioni poste a base di gara, in particolare rispetto al criterio della continuità delle manifestazioni sportive, che aveva inciso in maniera rilevante sull’attribuzione dei punteggi tecnici. Il secondo scenario riguarda il Cosenza Calcio, che potrebbe ritenere alterate le condizioni originariamente previste dalla procedura di gara e valutare eventuali iniziative a tutela dei propri interessi, alla luce della sospensione delle attività sportive all’interno dell’impianto.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che merita approfondimento: il tema delle future coperture delle curve nord e sud, sia sotto il profilo della copertura finanziaria sia in relazione ai tempi di realizzazione, destinati a sommarsi ai seicento giorni già previsti per l’esecuzione dei lavori.
Naturalmente, ogni eventuale responsabilità e ogni possibile pretesa risarcitoria potranno essere valutate soltanto dagli organi competenti e nelle sedi giudiziarie eventualmente interessate. Tuttavia, proprio per evitare il rischio di futuri contenziosi e di possibili ricadute economiche a carico dell’ente, ritengo che il sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale debbano esercitare pienamente le proprie funzioni di indirizzo e controllo, verificando con attenzione la coerenza tra gli atti adottati e le condizioni poste a base dell’appalto.
Perché, al di là degli aspetti tecnici, resta una domanda alla quale la città ha il diritto di ricevere una risposta chiara: come può un elemento considerato essenziale e premiato in sede di gara, quale la continuità delle manifestazioni sportive, diventare successivamente incompatibile con la sicurezza e l’ordine pubblico?
Vincenzo Granata, Già Consigliere nazionale ANCI