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11/02/2026 ore 07.05
Cosenza Calcio

Cosenza, Buscè: «Contavano i tre punti, anche in una gara brutta»

Il Cosenza riparte grazie all’1-0 contro il Siracusa: decide Emmausso nel finale. Buscè: «C’è paura di sbagliare, ma i ragazzi ci tengono e hanno messo il cuore»

di Alessandro Storino

Il Cosenza torna al successo e lo fa nel modo più sofferto, ma più utile: 1-0 al Siracusa con gol di Emmausso nel finale, tre giorni dopo il pesante 3-0 rimediato a Giugliano. In sala stampa mister Antonio Buscè non si nasconde: la prestazione non è stata brillante, ma il risultato era fondamentale per spezzare il momento negativo.

«C’è grande timore di sbagliare»

Il tecnico fotografa la condizione mentale del gruppo: «La condizione psicofisica non è ottimale, c’è grande paura in campo, grande timore di sbagliare». Buscè porta anche un esempio concreto, quello di Florenzi, tra i più tecnici: «Ha sbagliato tanto a volte anche senza la pressione degli avversari». Per l’allenatore il punto è chiaro: «Le pressioni ci sono, i ragazzi ci tengono a fare bene e sentono la partita».

Vittoria necessaria, Siracusa insidioso

Buscè ribadisce che, in questa fase, conta soprattutto ripartire: «Era necessario portare a casa il bottino pieno dopo il brutto risultato di tre giorni fa». E aggiunge un passaggio sull’avversario: «Il Siracusa dà problemi a tutti», capace di creare confusione per caratteristiche e sviluppi di gioco. Il Cosenza non ha creato molto, ma almeno ha concesso poco: «Alla fine abbiamo subito pochissimo». Il gol decisivo arriva dalla panchina e per Buscè è un segnale: «Abbiamo bisogno di tutti, anche dieci minuti, un quarto d’ora». Da qui la soddisfazione per l’impatto di Emmausso e, più in generale, per l’atteggiamento: «I ragazzi hanno voluto portare a casa questa partita col cuore».

Infermeria e gestione: Baez e Perlingieri

Nel punto sugli infortuni, Buscè spiega che Baez ha accusato un problema muscolare al polpaccio e svolgerà accertamenti, mentre Perlingieri potrebbe restare fermo qualche settimana. Il tecnico sottolinea anche i rischi legati ai rientri di chi ha avuto poca continuità nelle ultime settimane.

L’allarme campi: «Da 20 giorni non ci alleniamo»

Nel finale, Buscè evidenzia una criticità pesantissima per il lavoro quotidiano: «Sono 20 giorni che non ci alleniamo». Il “Sanvitino” viene definito «impraticabile, una palude», mentre al “Marulla” non si può lavorare per non rovinare il terreno. Una situazione che, secondo l’allenatore, incide su condizione, intensità e inevitabilmente anche sul rischio infortuni.