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14/05/2026 ore 16.25
Cosenza Calcio

Cosenza, che futuro per Pompei? Il portiere in vetrina dopo un campionato importante

Il classe 2006 è sicuramente l’elemento tra i giovani ad essersi messo più in evidenza con un girone di ritorno importante ed anche un rigore parato

di Alessandro Storino

l futuro del Cosenza passerà inevitabilmente anche dalle scelte sul settore giovanile. In una fase nella quale la società dovrà ridisegnare programmi, organico e strategie, la valorizzazione dei ragazzi può diventare una risorsa concreta. Tecnica, prima ancora che economica. Il nome di Thomas Pompeì, in questo senso, è il simbolo più recente di un percorso che il club rossoblù dovrà capire se alimentare davvero.

Il giovane portiere classe 2006 è l’ultimo elemento del vivaio ad aver trovato spazio in prima squadra. La sua stagione si è chiusa con i galloni del titolare strappati ad un Vettorel che comunque non aveva fatto male nella prima parte di stagione. Pompeì ha iniziato in sordina allenandosi con sempre maggiore impegno ed intensità. Ha chiuso la stagione con 15 partite giocate, 6 clean sheet ed un rigore parato ad Abreu contro il Picerno. 

La sua storia parte dalla Sambenedettese. È da lì che il Cosenza lo ha prelevato su intuizione dell’ex responsabile del settore giovanile Sergio Mezzina che lo ha portato a Cosenza e lo ha inserito in un percorso di crescita progressivo. Prima il lavoro nel vivaio, poi l’avvicinamento alla prima squadra, i prestiti all’Atletico Ascoli che gli hanno dato la possibilità di giocare con i grandi per la prima volta in Serie D e l’estate scorsa il ritorno a Cosenza. Un cammino che certifica come, anche dentro una stagione complessa, possano emergere profili utili per il presente e soprattutto per il futuro.

Ora la domanda riguarda la strategia del club. Pompeì, che ha un altro anni di contratto con i lupi, potrebbe anche diventare un elemento da valutare sul mercato, nel caso in cui arrivassero offerte utili a fare cassa. Ma ridurre tutto alla possibilità di monetizzare sarebbe limitante. In Serie C, con una rosa da ricostruire e con la necessità di contenere i costi, il settore giovanile può rappresentare un serbatoio prezioso. A patto che venga inserito dentro una programmazione vera: roba che diventa fantascientifica se a dirigere sarà ancora il Presidente Guarascio.