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11/07/2026 ore 15.29
Cosenza Calcio

Cosenza, chi è Federico Coppitelli: il “maestro dei giovani” scelto per la nuova ripartenza

Romano, classe 1984, ha vinto con Roma, Torino e Lecce prima delle esperienze tra Croazia e Serie C. Con la Casertana ha appena conquistato 66 punti e i playoff

di Alessandro Storino

Federico Coppitelli è il profilo individuato per guidare il nuovo corso del Cosenza. Una scelta che porta direttamente verso un allenatore giovane, preparato e abituato a lavorare sulla crescita dei calciatori. Nato a Roma il 14 ottobre 1984, Coppitelli ha costruito gran parte della propria reputazione nei migliori settori giovanili italiani, prima di misurarsi con il professionismo, con il calcio internazionale e infine con il Girone C della Serie C. Dopo l’intesa raggiunta con Fabio Lucioni per il ruolo di direttore sportivo, il tecnico reduce dall’esperienza alla Casertana è diventato il principale candidato per la panchina rossoblù. Sul tavolo potrebbe esserci un accordo biennale.

Una carriera iniziata prestissimo

Coppitelli ha smesso molto presto di pensare al calcio da giocatore per dedicarsi alla panchina. Aveva appena 26 anni quando, nel 2010, iniziò ad allenare nel settore giovanile del Frosinone. Una società alla quale è sempre rimasto particolarmente legato e che ha definito più volte come una realtà del cuore. L’anno successivo arrivò la chiamata della Roma, esperienza considerata dallo stesso tecnico una sorta di università professionale. Nel vivaio giallorosso cominciò a imporsi come uno degli allenatori emergenti più interessanti del panorama nazionale. Il punto più alto arrivò nella stagione 2014-2015, quando conquistò il campionato Under 17 e successivamente anche la Supercoppa di categoria. Un doppio successo che gli permise di tornare al Frosinone per guidare la Primavera, prima del trasferimento al Torino.

I trionfi con il Torino Primavera

È con il Torino che il nome di Coppitelli iniziò a circolare con maggiore insistenza anche al di fuori del calcio giovanile. Alla guida della Primavera granata vinse la Coppa Italia nella stagione 2017-2018, superando il Milan nella doppia finale. Dopo lo 0-0 dell’andata, il Torino riuscì a imporsi per 1-0 resistendo agli attacchi rossoneri e trovando nel finale il gol che consegnò il trofeo ai granata. Pochi mesi più tardi arrivò anche la Supercoppa Primavera. Due successi che confermarono la bravura di Coppitelli. La sua prima esperienza al Torino si concluse nel 2019, quando decise di provare il salto nel calcio professionistico.

La breve esperienza all’Imolese

La prima occasione tra i grandi arrivò con l’Imolese, in Serie C. Fu però una parentesi particolarmente breve e complicata, durata soltanto poche settimane all’inizio della stagione 2019-2020. Coppitelli venne esonerato a settembre, dopo un avvio senza vittorie in campionato. Quell’esperienza, più che lanciarlo definitivamente, lo convinse a tornare nel mondo nel quale aveva già dimostrato tutto il proprio valore. Nel marzo del 2021 fu richiamato dal Torino per guidare nuovamente la Primavera, accompagnando un gruppo giovane in un periodo delicato e rimanendo in granata fino all’estate del 2022.

Il capolavoro di Lecce

La consacrazione definitiva nel calcio giovanile arrivò a Lecce. Nell’estate del 2022 Pantaleo Corvino gli affidò una Primavera composta prevalentemente da calciatori stranieri, provenienti da campionati, culture e percorsi completamente differenti. Coppitelli riuscì a trasformare quel gruppo in una squadra vera, organizzata e competitiva. Il Lecce concluse la stagione regolare al primo posto e vinse lo scudetto Primavera superando la Fiorentina nella finale di Reggio Emilia. La rete decisiva arrivò all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare, con il colpo di testa dello svedese Emin Hasic.

Per il club salentino fu il ritorno al titolo nazionale dopo diciannove anni. Quella squadra rappresentò un caso quasi unico: nella finale scudetto il Lecce schierò una formazione iniziale composta interamente da calciatori stranieri. Per quel risultato Coppitelli ricevette anche il premio “Daniel Guerini” come miglior allenatore di settore giovanile della stagione 2022-2023. A Lecce contribuì inoltre alla crescita di diversi ragazzi destinati al calcio professionistico. come Patrick Dorgu, poi affermatosi ad altissimo livello ed oggi al Manchester United. 

Il coraggio di andare in Croazia

Dopo due stagioni a Lecce, nell’estate del 2024 Coppitelli accettò la proposta dell’Osijek, club della massima serie croata qualificato ai preliminari di Conference League. Una scelta coraggiosa, compiuta per confrontarsi finalmente con una prima squadra e con un ambiente calcistico diverso da quello italiano. L’esordio ufficiale fu travolgente: vittoria per 5-1 contro il Levadia Tallinn in Conference League. Nella prima parte della stagione l’Osijek riuscì ad avvicinarsi alle grandi del campionato croato e Coppitelli apprezzò particolarmente la qualità delle strutture messe a disposizione dal club. Il rapporto terminò però nel marzo del 2025, dopo 33 partite ufficiali e con la squadra scivolata all’ottavo posto.

La conferma con la Casertana

Il ritorno in Italia è avvenuto nell’estate scorsa, quando la Casertana gli ha affidato la propria panchina. Nel Girone C Coppitelli ha dimostrato di poter trasferire anche tra i professionisti i principi sviluppati durante gli anni nei vivai. La Casertana ha chiuso la stagione regolare al quinto posto con 66 punti, frutto di 19 vittorie, 9 pareggi e 10 sconfitte. Durante il campionato ha costruito anche una serie di dieci risultati utili consecutivi, con sei vittorie e quattro pareggi, riuscendo a competere contro organici costruiti con ambizioni superiori. Ai playoff i campani hanno eliminato Atalanta Under 23 e Crotone, prima di fermarsi contro la Salernitana nella fase nazionale.

Idee, modulo e gestione dei giovani

Le squadre di Coppitelli cercano generalmente di costruire il gioco partendo dal basso, mantenere il possesso e recuperare rapidamente il pallone. I sistemi di riferimento sono il 4-3-3 e il 4-2-3-1, ma il tecnico ha dimostrato di non essere legato in maniera rigida a un solo schieramento. La sua caratteristica principale resta la capacità di entrare nella testa dei calciatori giovani. Coppitelli pretende organizzazione, intensità e responsabilità, ma concede ai ragazzi la possibilità di sbagliare.

Un principio fondamentale soprattutto a Lecce, dove riuscì a valorizzare elementi ancora poco conosciuti e provenienti da contesti molto differenti. Non è però soltanto un allenatore da settore giovanile. L’esperienza in Croazia e soprattutto l’ultima stagione alla Casertana hanno mostrato un tecnico più pragmatico, capace di adattarsi alle difficoltà della Serie C e di dare equilibrio alla squadra senza rinunciare alla propria identità.

Perché il Cosenza pensa a lui

Il possibile arrivo di Coppitelli sarebbe coerente con la scelta di affidare l’area tecnica a Fabio Lucioni. Il Cosenza deve ricostruire quasi tutto: organico, staff, organizzazione e credibilità. Servirà un allenatore disposto a lavorare con calciatori giovani, valorizzare il patrimonio tecnico e costruire rapidamente un’identità. Coppitelli rappresenterebbe una scelta di prospettiva, ma non priva di rischi. Il contesto rossoblù sarà molto più complesso rispetto a quelli affrontati nei settori giovanili e non offrirà molto tempo per lavorare.

La stagione positiva di Caserta, però, rappresenta una garanzia importante: il tecnico romano conosce il Girone C, le sue difficoltà e le pressioni delle piazze meridionali. A 41 anni, dopo avere vinto cinque trofei giovanili, allenato all’estero e disputato un campionato da protagonista con la Casertana, Coppitelli sembra pronto per una nuova sfida. Il Cosenza potrebbe affidargli una delle ricostruzioni più difficili della propria storia recente.

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