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30/04/2026 ore 17.40
Cosenza Calcio

Cosenza e playoff, una storia breve ma intensa: da quelli in Serie D alla notte di Pescara

I rossoblù tornano nella post season di Serie C: pochi precedenti, ma alcuni indimenticabili. Tra delusioni, finali perse, rimonte e l’indimenticabile promozione in B del 2018

di Alessandro Storino

Il Cosenza non è una squadra abituata a vivere ogni primavera con la valigia dei playoff pronta, piuttosto con quella dei playout considerando quelli vincenti in Serie B contro Vicenza e Brescia. La sua storia recente infatti, tra fallimenti, ripartenze e risalite, ha conosciuto più spesso campionati da vincere direttamente, salvezze da inseguire o ricostruzioni da sopportare. Eppure, quando i rossoblù sono entrati nel labirinto della post season tra Serie D e Serie C, raramente lo hanno fatto passando inosservati. A volte ne sono usciti con amarezza, altre volte con una gioia enorme, di quelle che restano nella memoria collettiva di una tifoseria.

I playoff negli anni in Serie D

Il primo capitolo dell’era moderna porta alla Serie D 2005-2006. Il Cosenza, dopo aver chiuso alle spalle delle prime, affrontò il Siracusa al San Vito nel primo turno dei playoff del girone I: finì 1-1, con qualificazione rossoblù ai rigori, 6-5. In finale, però, arrivò lo stop contro la Vibonese, vittoriosa 2-1 al “Luigi Razza”, in una sfida che spense subito il sogno di risalita.

L’anno successivo, 2006-2007, il Cosenza ci riprovò ancora in Serie D, ma la corsa si fermò in Sicilia. Il Siracusa si prese la rivincita vincendo 3-1 il 13 maggio 2007, in una gara rimasta come una delle tante occasioni perdute di quel periodo tormentato. 

Nel 2007-2008 cambiò tutto. Il Cosenza, denominato Fortitudo, allenato da Mimmo Toscano, dominò il girone I di Serie D con 80 punti e conquistò la promozione diretta. Non furono playoff promozione, ma ci fu comunque una post season: la Poule Scudetto. I rossoblù superarono l’Itala San Marco in semifinale, vincendo 2-1 all’andata e 2-0 al ritorno al San Vito, prima di arrendersi in finale all’Aversa Normanna, campione d’Italia dilettanti a Tolentino.

La post season tornò protagonista nel 2011-2012, con la Nuova Cosenza. Secondo posto in Serie D, playoff vinti nel girone e poi cavalcata nazionale: 3-1 al Palazzolo, 3-0 al Messina, 3-0 al Pomigliano, 1-0 alla Lavagnese, semifinale folle contro il Sant’Antonio Abate chiusa 4-4 e decisa ai rigori, fino alla finale di Arezzo contro il SandonàJesolo. Lì il Cosenza andò sotto 0-2, ma rimontò fino al 3-2 con la punizione di Varriale al 94’. Una vittoria enorme, che però non portò al ripescaggio in Lega Pro per il blocco dei ripescaggi.

Anche nel 2012-2013 i rossoblù, guidati da Gianluca Gagliardi, chiusero secondi nel girone I dietro al Messina. Nei playoff del girone arrivò il netto 3-0 contro la Gelbison al San Vito, maturato nella ripresa con i gol di Pesce, Adriano Fiore e Mosciaro. Una vittoria che mandò il Cosenza alla fase nazionale, dove però la corsa si interruppe pochi giorni dopo contro la Casertana. Al San Vito finì 1-1 dopo i supplementari, con Guadalupi a illudere subito i Lupi e Varsi a rimettere in piedi i campani. Dal dischetto passarono i falchetti, 5-2: per il Cosenza fu un’altra eliminazione amara, prima del successivo ritorno tra i professionisti attraverso il ripescaggio estivo.

I playoff in Serie C

Il primo vero assaggio di playoff professionistici arrivò nel 2016-2017. Il Cosenza di Stefano De Angelis superò prima la Paganese, poi il Matera: 2-0 al Marulla contro i campani, quindi doppio confronto vincente con i lucani, 2-1 in casa e 1-1 al ritorno. Ai quarti, però, il cammino si fermò contro il Pordenone. Decisivo l’1-0 subito in Friuli al 97’ con gol di Semenzato; al ritorno, davanti a un Marulla carico, lo 0-0 non bastò.

Poi arrivò il 2018, l’anno che cambiò il peso emotivo della parola playoff per il popolo rossoblù. Il Cosenza di Piero Braglia partì dal quinto posto e giocò nove partite in poco più di un mese. Superò Sicula Leonzio e Casertana nei turni secchi, poi eliminò Trapani, Sambenedettese e Südtirol nella fase nazionale, fino alla finale di Pescara contro il Siena. Il 3-1 firmato Bruccini, Tutino e Baclet riportò i Lupi in Serie B dopo quindici anni.