Cosenza, ecco la relazione della dirigente: «Il club rossoblù non ha pendenze col Comune»
Dal Settore 11 un riscontro tecnico dettagliato che lascia aperta una porta per la decisione finale di Caruso di concedere o meno il nulla osta a Guarascio: riguarda gli imminenti lavori di restyling del Marulla e un parere dell’avvocatura
In seguito alla risoluzione approvata dal Consiglio Comunale di Cosenza lo scorso 14 aprile - una seduta segnata dalla dura contestazione dei tifosi contro la gestione del presidente Eugenio Guarascio e dell’amministratrice Rita Scalise - la dirigente del Settore 11, l'ingegnere Antonella Rino, ha fornito un riscontro tecnico dettagliato sulla posizione contrattuale della società Cosenza Calcio.
Ne aveva già parlato il sindaco Franz Caruso nei giorni scorsi ai nostri microfoni, evidenziando: «Le verifiche devono essere fatte, devono essere fatte anche a livello tecnico. Quello che sarà il risultato di queste verifiche guiderà l’amministrazione nel rilasciare o meno il nulla osta». Parole che lasciavano presagire un approfondimento tecnico nelle stanze del Comune. Cosa che è puntualmente avvenuta.
«Nessun debito verso l'Ente dal Cosenza Calcio»
L’atto di indirizzo del Consiglio impegnava il Comune a verificare con urgenza le posizioni debitorie della società relative ai canoni concessori dal 2023 in poi. Dall'istruttoria condotta dalla dirigente, è emerso che i canoni maturati dal 10 agosto 2023 fino a marzo 2026 ammontano a complessivi 232 mila 500 euro.
Tuttavia, la convenzione permette lo scomputo dei costi sostenuti per interventi di manutenzione straordinaria autorizzati. A fronte dei debiti per i canoni, il Cosenza Calcio ha presentato una rendicontazione per lavori (in particolare sulla Tribuna B) pari a 241 mila 527,06 euro al netto dell'IVA. Di conseguenza, la dirigente ha rilevato che esiste un saldo a favore della società pari a circa 9 mila 27,06 euro. Per questo motivo, allo stato attuale, non è stata formalizzata alcuna richiesta di pagamento né si ravvisano i presupposti per una risoluzione contrattuale per inadempimento.
Nonostante una diffida iniziale avesse segnalato ritardi, la società ha trasmesso il 21 aprile 2026 il certificato di regolare esecuzione dei lavori e la documentazione tecnico-contabile finale. Tale documentazione è stata ritenuta dalla dirigente «completa ed esaustiva», confermando l'ultimazione delle opere in data 14 aprile 2026. In più aggiunge che «occorre tuttavia considerare che già ad oggi l’importo dei canoni maturati comprende anche le mensilità di Aprile e Maggio, per cui non si ritiene di formalizzare alcuna richiesta di pagamento».
Comune e Cosenza Calcio ai ferri corti sui lavori della Tribuna B: il documento esclusivoIl nodo del "Nulla osta" e il futuro dello stadio
Se dal punto di vista dei pagamenti la situazione appare sanata alla data sopra indicata, il futuro rimane nebuloso. La risoluzione del Consiglio prevedeva esplicitamente di valutare la negazione del nulla osta per l’utilizzo dello stadio nella stagione sportiva 2026/2027 in caso di perdurante conflitto sociale o mancata evoluzione societaria.
La dirigente Rino ha sottolineato che è in corso un'istruttoria presso il Settore 7 per valutare la compatibilità dell'attività calcistica con il grande progetto di riqualificazione da 7 milioni di euro (finanziamento FSC 2021-2027), già appaltato dal Comune. L'avvio del procedimento di revoca della convenzione non dipenderebbe quindi da mancanze della società, ma dalla sopravvenuta necessità di garantire la piena disponibilità dell'impianto per i lavori pubblici. In attesa del parere dell'Avvocatura comunale sulla condotta complessiva della società, la partita tra il Comune di Cosenza e il Cosenza Calcio resta aperta, con i tifosi che continuano a monitorare da vicino ogni mossa di Palazzo dei Bruzi e da cui si aspettano quanto auspicato nell’ultimo pubblico consesso aperto.
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