Cosenza, il 30 giugno chiude la stagione: immobilismo e attesa per l’iscrizione
Contratti in scadenza, nessun direttore sportivo, allenatore ai saluti e società ferma dopo la trattativa Rota-Guarascio. Sullo sfondo il verdetto federale sulla Licenza Nazionale
Il 30 giugno non è mai una data qualunque nel calcio italiano. È il giorno che chiude ufficialmente una stagione sportiva e apre, almeno formalmente, quella successiva. Scadono contratti, decadono prestiti, terminano incarichi, si azzerano situazioni rimaste sospese per settimane. Per tutte le società professionistiche è un passaggio delicato. Per il Cosenza, però, questo 30 giugno assume un peso ancora più forte, perché arriva dentro un quadro fatto soprattutto di immobilismo, incertezza e domande senza risposta.
Il club rossoblù arriva alla fine della stagione 2025/2026 senza una linea tecnica definita. Antonio Buscè è ormai al passo d’addio: il suo contratto con il Cosenza scade oggi e l’orizzonte, da tempo, è quello della separazione, con il Pescara pronto ad ufficializzarlo già domani. Una situazione conosciuta da settimane, ma mai realmente governata dalla società con una programmazione alternativa già visibile.
Non va meglio sul fronte dirigenziale. Anche il direttore sportivo Domenico Roma arriva alla scadenza del proprio rapporto con il Cosenza. Al momento non risultano sviluppi concreti per una prosecuzione, né indicazioni chiare su chi dovrà costruire la squadra della prossima stagione. Il Cosenza rischia di affacciarsi al nuovo anno calcistico senza allenatore, senza direttore sportivo e senza una direzione tecnica riconoscibile.
Nel frattempo la rosa perde pezzi. I calciatori in scadenza lasceranno il club a parametro zero, salvo clamorosi ripensamenti che, arrivati a questo punto, avrebbero comunque il sapore di nuovi accordi e non di semplici rinnovi.
La ciliegina sulla torta è l’immobilismo societario. La trattativa con Vincenzo Rota, la pista più concreta per immaginare un cambio di proprietà, si è arenata davanti al mancato riscontro di Eugenio Guarascio. Una fumata nera che ha lasciato tutto com’era, ma con una differenza sostanziale: il tempo, nel frattempo, è passato.
Cosenza Calcio, Rota a Guarascio: «Ci ha mostrato la metà dei debiti reali»C’è attesa infine per qul che riguarda l’esito dell’iscrizione. La documentazione per la Serie C doveva essere presentata entro il termine perentorio del 16 giugno. Entro il 30 giugno le commissioni competenti completano le verifiche e trasmettono i rispettivi pareri alla Segreteria Generale della Figc. La decisione definitiva sulla concessione delle Licenze Nazionali arriverà invece con il Consiglio federale.
C’è tranquillità, almeno sotto questo punto di vista, tralasciando però la questione stadio, visto che, ad oggi, i lupi giocherebbero allo “Scida” di Crotone le partite interne. Una situazione paradossale che Guarascio spera di risolvere a proprio favore nonostante il parere del Comune. Il 30 giugno, quindi, per il Cosenza non è soltanto la fine di una stagione. Ma anche il confine tra ciò che non è stato fatto e ciò che, da ora in poi, non potrà più essere rinviato. Dal 1° luglio inizierà un nuovo anno sportivo, ma in via Conforti il rischio è quello di ripartire ancora una volta dal vuoto.