Cosenza, lo “Scida” è un tabù: zero vittorie in casa. Solo una volta si fece peggio
Due punti nelle prime cinque gare interne per i rossoblù. Il precedente più negativo risale a 53 anni fa, mentre nel 2017/18, l’inizio casalingo fu disastroso ma poi arrivò poi la promozione in Serie B
Cinque partite casalinghe, nessuna vittoria, due pareggi e tre sconfitte. Il Cosenza continua a non riuscire a sfruttare il fattore campo, in una stagione nella quale i rossoblù sono costretti a disputare le proprie gare interne allo stadio "Ezio Scida" di Crotone per l'indisponibilità momentanea del San Vito-Marulla. Il pesante 1-3 incassato contro il Team Altamura ha confermato un andamento preoccupante, che trova riscontri anche in alcune delle pagine più difficili della storia del club.
Appena due punti sui quindici disponibili
Il bilancio delle prime cinque partite interne è impietoso. Il Cosenza ha esordito perdendo per 2-1 contro il Potenza, prima di pareggiare senza reti con la Cavese e per 1-1 con la Scafatese. Sono poi arrivate due sconfitte consecutive, entrambe contro avversarie impegnate nella parte bassa della classifica: lo 0-2 contro il Foggia e l'1-3 contro il Team Altamura. Cinque gare nelle quali i rossoblù hanno realizzato appena tre reti, subendone otto. La media è di 0,4 punti a partita, con appena il 13,3% dei punti disponibili conquistati. Numeri che rendono ancora più complicata la rincorsa alla salvezza, soprattutto considerando che l'unica vittoria stagionale è arrivata lontano da Crotone, sul campo del Picerno.
Il precedente del 1973/74: un solo punto nelle prime cinque partite interne
Per trovare una partenza casalinga ancora peggiore bisogna tornare alla stagione 1973/74, nel campionato di Serie C. Quella squadra, destinata a concludere il torneo con la retrocessione in Serie D, iniziò perdendo le prime tre partite davanti al proprio pubblico: 0-2 contro il Sorrento, 1-3 contro il Chieti e 0-2 contro il Trapani. Il primo risultato utile arrivò soltanto alla quarta gara interna, con lo 0-0 contro il Marsala. Ma il successivo confronto con il Crotone terminò con un'altra sconfitta, per 2-1. Dopo cinque partite casalinghe il bilancio era dunque di un pareggio e quattro sconfitte, con appena due reti segnate e dieci subite. Un solo punto conquistato sui dieci disponibili, considerando che all'epoca la vittoria valeva due punti. Applicando il sistema attuale, il bottino resterebbe comunque fermo a una sola lunghezza. Il primo successo al San Vito arrivò il 25 novembre 1973, all'undicesima giornata di campionato, quando il Cosenza riuscì finalmente a superare il Lecce per 1-0. Quella vittoria non bastò tuttavia a cambiare le sorti di una stagione conclusa nel peggiore dei modi.
Nel 2017/18 quattro gare senza vincere, poi la promozione
Un altro precedente interessante, questa volta con un epilogo completamente diverso, risale al campionato 2017/18. Anche allora il Cosenza cominciò la stagione con enormi difficoltà nelle partite casalinghe. All'esordio arrivò la sconfitta per 2-0 contro la Paganese. Seguì l'1-1 con la Fidelis Andria, prima di altri due ko consecutivi, contro Catania (0-1) e Casertana (0-3). Dopo quattro partite interne il bilancio era di un solo punto, una rete segnata e sette subite. La svolta arrivò alla quinta gara casalinga, il 22 ottobre 2017, quando i rossoblù superarono il Bisceglie per 2-1. Quella stagione, cominciata con Gaetano Fontana in panchina e proseguita con Piero Braglia, terminò poi con la storica promozione in Serie B attraverso i playoff.
Il problema di giocare lontano dal Marulla
Quest'anno, però, alla difficoltà tecnica si aggiunge una situazione ambientale del tutto particolare. Il Cosenza disputa le gare casalinghe lontano dalla propria città, anche a Crotone a porte chiuse, in un clima già segnato dalla profonda frattura tra tifoseria e società. Per una squadra che deve conquistare la salvezza, riuscire a fare punti nelle partite interne è fondamentale. Il Cosenza, invece, ha già lasciato per strada tredici dei primi quindici disponibili. E finché anche le gare casalinghe continueranno a rappresentare un problema anziché un'opportunità, la rincorsa in classifica resterà inevitabilmente molto complicata.