Cosenza, una signora partita contro la corazzata Salernitana
La sfida dell’Arechi ha senza dubbio mostrato di che pasta è fatta la squadra allenata da Antonio Buscè dopo la pesante sconfitta contro il Monopoli. Ma sono emersi anche alcuni limiti: ecco quali
Sebbene non sia arrivata la vittoria, il Cosenza visto allo stadio Arechi contro la Salernitana ha riscattato la brutta prova offerta contro il Monopoli, che nella precedente giornata di campionato era passato al “Marulla” conquistando i tre punti. I Lupi della Sila sono scesi in campo con il piglio di una grande squadra, affrontando a viso aperto la formazione granata.
Nel primo tempo il Cosenza ha anche trovato due volte la via del gol, ma entrambe le reti sono state annullate per posizione di fuorigioco. In questa occasione le decisioni arbitrali sono apparse puntuali e corrette, così come la concessione del rigore alla Salernitana per un fallo di Caporale su Ferrari, poi neutralizzato dal bravo Vettorel, anch’egli in netta ripresa dopo l’incerta prestazione contro il Monopoli.
Il Cosenza ha quindi dimostrato di poter competere per le zone alte della classifica, al netto di una rosa che oggi deve fare a meno del miglior elemento a disposizione di Antonio Buscè: Simone Mazzocchi. La sua assenza pesa, soprattutto nella capacità di farsi trovare nel posto giusto quando la manovra si sviluppa per vie centrali, attraverso le giocate basate sugli inserimenti di Ricciardi e Kouan, movimenti studiati per tagliare il centrocampo avversario e aprire gli spazi.
Il limite più evidente del Cosenza, al momento, resta la mancanza di fantasia nel reparto offensivo, anche perché Florenzi sta attraversando una fase di appannamento. Servirebbe un giocatore estroso, capace di accendere la manovra e di innescare con maggiore continuità Ricciardi ed Emmausso. Garritano, schierato in posizione di play, ha disputato una partita di cuore, qualità e sostanza, ma da solo non può fare miracoli.
La strada è lunga e, giornata dopo giornata, il Cosenza può consolidare le proprie certezze, costruire un’identità di gioco sempre più definita e puntare alla migliore posizione possibile in zona playoff, provando a ripetere l’impresa di Tutino e compagni nel 2018, quando gli spareggi promozione portarono fino alla sfida di Pescara contro il Siena. Non sarà semplice, ma questo Cosenza ha carattere e struttura per puntare alla Serie B, anche se non dalla porta principale.