Cosenza, stadio e tensioni: dal Consiglio aperto l’appello all’unità
Il dibattito sul “San Vito – Marulla” riaccende il confronto tra istituzioni, tifoseria e società. Dal territorio arriva l’invito a ricomporre le fratture
Il dibattito acceso attorno al Cosenza Calcio, culminato nella convocazione di un Consiglio comunale aperto sulla gestione dello stadio “San Vito – Marulla”, riporta al centro dell’attenzione non solo la questione istituzionale, ma anche il clima complessivo che ha accompagnato la stagione rossoblù.
Una stagione che, sul piano sportivo complessivo, racconta una realtà diversa rispetto alle tensioni esterne: la squadra ha saputo mantenere un piazzamento competitivo, in grado di alimentare concretamente le ambizioni di accesso ai play-off. Un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto alla luce del contesto e delle mille difficoltà riscontrate a partire dal ritiro precampionato.
Fin dall’inizio del campionato, infatti, il percorso del Cosenza è stato segnato da una profonda frattura tra tifoseria e dirigenza, sfociata anche in forme di protesta e disaffezione, con effetti evidenti sull’ambiente che circonda la squadra. A questa situazione si è affiancata una crescente attenzione istituzionale, culminata nella posizione assunta dal sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che ha aperto a una possibile revisione della concessione dello stadio, raccogliendo le istanze della piazza.
In questo scenario complesso si inserisce l’intervento del sindaco di Castiglione Cosentino, che invita a una riflessione più ampia e meno condizionata dalle contrapposizioni. Il dato sportivo, sottolinea, dimostra che la squadra ha comunque saputo reagire e costruire un percorso solido, nonostante le criticità ambientali.
Da qui la considerazione centrale: in un clima più disteso, con tutte le componenti – società, tifoseria e istituzioni – orientate nella stessa direzione, il Cosenza avrebbe potuto ambire a traguardi ancora più ambiziosi, fino alla lotta per il primo posto.
L’appello non è rivolto a individuare responsabilità, ma a ricomporre un equilibrio. Il calcio, in una realtà come quella cosentina, rappresenta un patrimonio collettivo che va oltre il risultato sportivo. Per questo, l’invito è a superare le divisioni e a ritrovare un senso di comunità attorno alla squadra.
«Perché - conclude il primo cittadino - quando tutte le energie remano nella stessa direzione, anche i risultati possono cambiare prospettiva, in senso positivo».
* Sindaco di Castiglione cosentino