Cosenza Calcio, Gualtieri come Petrone: nessun dg riesce a lavorare con Guarascio
L’ex Crotone è il terzo direttore generale in sette anni a non resistere con il patron rossoblù: prima di lui sia l’acrese sia Beppe Ursino non erano andati oltre pochi mesi di permanenza
È un film già visto. Questa l’impressione che ha dato a tutti l’addio di Salvatore Gualtieri dal ruolo di direttore generale del Cosenza Calcio. L’uomo scelto da Guarascio appena tre mesi fa non è evidentemente riuscito a sfatare il mito del direttore generale sotto la proprietà del patron di Ecologia Oggi (e attuale presidente onorario della società rossoblù): dal 2019 a oggi sono state appena tre le volte in cui la casella di direttore generale nell’organigramma societario è stata ufficialmente riempita e nessuna delle tre volte il prescelto è andato oltre pochi mesi di permanenza.
Petrone, dg a scadenza: stesse modalità di Gualtieri
Sebbene in molti abbiano (anche comprensibilmente) scomodato il paragone più recente, quello con Beppe Ursino, il match perfetto per Gualtieri è quello con Luca Petrone. Nativo di Acri, arrivò al Cosenza Calcio nel 2019/’20, nel pieno di una stagione fino a quel momento con pochi alti e molti bassi e chiamato a lavorare con la coppia promozione Braglia-Trinchera. Petrone promise cambiamenti epocali, ma durò appena un mese.
A inizio anno infatti, il 4 gennaio 2020, il Cosenza Calcio comunicò l’addio dell’allora direttore generale per la «naturale scadenza del contratto». Una formula di comunicato praticamente identica a quella con cui è stato salutato oggi Salvatore Gualtieri. La cosa non fu indolore, tanto che lo stesso Petrone tramite il proprio avvocato inviò una pec abbastanza esplicativa sulle promesse riservategli da Guarascio. Da lì in poi la poltrona di dg rimase vacante per ben cinque anni, fino all’arrivo di Beppe Ursino.
Ursino, dimissioni controverse e dichiarazioni contrastanti
Nell’estate 2024, infatti, dopo anni di corteggiamento, Guarascio riuscì a portare fra le fila del Cosenza Calcio un nuovo dg nella figura di Beppe Ursino. L’artefice del miracolo Crotone si presentò al fianco di Gennaro Delvecchio come direttore sportivo e disse che avrebbe voluto «ottenere risultati».
Fatto sta che, alla vigilia di Natale, il dg rassegnò le proprie dimissioni dopo appena sei mesi di permanenza all’ombra del Castello Svevo. Un fulmine a ciel sereno che segnò l’inizio della fine, ma a fare rumore sono state anche le dichiarazioni contrastanti dell’ex Crotone. Nel comunicato, infatti, Ursino parlava espressamente di «condizioni di salute che non mi permettono di seguire con costanza le vicende della squadra», ma lo scorso giugno in un’intervista alla testata tuttomercatoweb dichiarò: «A Cosenza non c’erano le condizioni per lavorare, me ne volevo andare già dopo un mese».
Ursino: «Cosenza? Me ne volevo andare già dopo un mese»Da qualunque posizione la si voglia guardare, dopo Petrone e Ursino la stessa sorte è toccata a Gualtieri. E se non va bene nessuno fra i professionisti scelti, due dei quali artefici di grandi imprese a pochi chilometri da Cosenza, forse il problema è da cercare altrove. Magari in casa.