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06/11/2026 ore 13.25
Cosenza Calcio

Il Cosenza ritrova Garritano a Monopoli: l’ex con il rimpianto di quel sogno rimasto a metà

Domenica rossoblù ritroveranno il centrocampista cosentino, protagonista di due esperienze nella squadra della sua città. Un amore mai sbocciato completamente, tra grandi aspettative, qualche lampo e un addio estivo senza troppi clamori

di Alessandro Storino
Luca Garritano

Ci sono storie che nel calcio sembrano scritte per avere un lieto fine. Quella di Luca Garritano con il Cosenza era una di queste. Un ragazzo nato all'ombra della Sila, cresciuto con il pallone tra i piedi e capace di arrivare fino alla Serie A, prima di realizzare il desiderio di indossare la maglia della propria città. Un cerchio che sembrava destinato a chiudersi nel migliore dei modi e che, invece, ha lasciato dietro di sé soprattutto la sensazione di qualcosa di incompiuto.

Il Cosenza ritrova Garritano

Domenica pomeriggio, alle 14.30, allo stadio Veneziani di Monopoli, Garritano ritroverà il Cosenza per la prima volta da avversario dopo l'addio della scorsa estate. Lo farà con la maglia biancoverde, quella scelta ad agosto dopo la scadenza del contratto con i Lupi. Una sfida inevitabilmente particolare per chi, da cosentino, ha avuto per due volte l'opportunità di rappresentare la propria terra. La prima esperienza risale alla stagione 2018/2019, quella del ritorno del Cosenza in Serie B dopo quindici lunghissimi anni. Garritano arrivò dal Chievo con un bagaglio di esperienza importante e la voglia di lasciare il segno davanti alla propria gente. Agli ordini di Piero Braglia visse una stagione fatta di alti e bassi, impreziosita da tre reti. Una, soprattutto, è rimasta nella memoria dei tifosi: quella realizzata al 92' contro il Padova, un gol pesantissimo nella corsa alla salvezza. Poi le strade si separarono nuovamente. Il destino gli avrebbe concesso una seconda possibilità nel gennaio del 2025. Il ritorno dal Frosinone, dopo una carriera impreziosita anche da una promozione in Serie A, sembrava poter rappresentare qualcosa di più di una semplice operazione di mercato. Garritano tornava a casa da calciatore maturo, con oltre trecento presenze in Serie B e un'esperienza che avrebbe dovuto fare la differenza. Ma soprattutto tornava con la responsabilità, e forse anche il privilegio, di essere un punto di riferimento per la squadra della sua città. Le cose, però, non sono andate come tutti immaginavano, anche a causa di un brutto infortunio che ha bloccato il classe 1994 proprio quando stava entrando in forma. Il Cosenza è precipitato dalla Serie B alla Serie C e neppure il figliol prodigo è riuscito a invertire la rotta. Nella stagione successiva, con Antonio Buscè in panchina, il centrocampista ha alternato buone prestazioni a lunghi periodi nei quali non è riuscito a incidere come ci si sarebbe aspettati da un calciatore del suo talento. Qualche gol, qualche giocata di qualità, ma anche diversi passaggi a vuoto e problemi fisici che ne hanno condizionato la continuità. Il bilancio complessivo delle sue due esperienze in rossoblù è di 65 presenze e 7 reti in campionato. Numeri che, da soli, non possono spiegare fino in fondo il rapporto tra Garritano e il Cosenza. Perché da uno come lui, per qualità tecniche, esperienza e appartenenza, probabilmente ci si aspettava qualcosa in più. Non necessariamente una valanga di gol, ma quella capacità di prendere per mano la squadra nei momenti difficili, di diventare un leader riconosciuto e trascinare i compagni. Un ruolo che Garritano ha ricoperto soltanto a tratti, senza riuscire a trasformare completamente le aspettative in realtà.

L’addio in estate

Poi è arrivata l'estate, con il contratto in scadenza il 30 giugno e una società alle prese con l'ennesima ricostruzione. Nessuna proposta concreta di rinnovo, nessuna prospettiva di continuare insieme. Così anche Garritano è finito nell'elenco dei calciatori che hanno lasciato il Cosenza a parametro zero, in un clima nel quale gli addii sono diventati quasi una consuetudine. Ad agosto la chiamata del Monopoli, che ha deciso di puntare sulla sua esperienza facendogli firmare un contratto fino al 2028. Una nuova avventura, ancora nel girone C, ma lontano da quella maglia che per lui avrebbe dovuto avere un significato speciale. Domenica le emozioni resteranno inevitabilmente fuori dal campo, almeno per novanta minuti. Garritano proverà a fare il proprio dovere con il Monopoli, mentre il Cosenza cercherà punti preziosi per risalire una classifica ancora complicata. Resterà però una sottile malinconia nel vedere un figlio di Cosenza dall'altra parte del campo. E forse il rimpianto più grande è proprio questo: aver avuto per due volte l'occasione di diventare un simbolo della squadra della propria città, senza essere riuscito fino in fondo a trasformare quel sogno in realtà.