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20/08/2026 ore 07.13
Cosenza Calcio

Il Cosenza si allena al “Marulla”, Caruso minaccia la denuncia: «Violata la mia ordinanza»

Il 17 agosto era la data fissata per lo stop all’utilizzo dell’impianto. Il sindaco manda la Polizia Municipale, pretende la consegna delle chiavi e annuncia il possibile ricorso alla Procura. Nuovo capitolo della lunga querelle tra club e Comune

di Alessandro Storino

La data cerchiata in rosso era quella del 17 agosto. Ed è proprio da quel giorno che la già durissima querelle tra il Cosenza Calcio e il Comune di Cosenza per l’utilizzo dello stadio “San Vito-Gigi Marulla” si è arricchita di un nuovo, clamoroso capitolo. La squadra rossoblù ha infatti ripreso ad allenarsi nell’impianto cittadino, nonostante proprio dal 17 agosto fossero diventati efficaci i provvedimenti comunali che ne inibiscono l’utilizzo alla società.

Una situazione che ha provocato la durissima reazione del sindaco Franz Caruso, intervenuto attraverso i propri canali social annunciando verifiche immediate e, nel caso in cui venisse confermata la violazione dei provvedimenti adottati dall’Amministrazione, anche un possibile esposto alla Procura della Repubblica.

Una vicenda partita in primavera

Lo scontro sul “Marulla” affonda le radici nella scorsa primavera. Il 14 aprile, al termine di un Consiglio comunale aperto dedicato anche alla gestione dello stadio e al rapporto con la proprietà rossoblù, Palazzo dei Bruzi approvò una risoluzione che dava al sindaco la possibilità di non concedere al Cosenza il nulla osta necessario per l'utilizzo dell'impianto nella nuova stagione.

Il passaggio decisivo arrivò poi l’11 giugno 2026. Il Comune dispose la sospensione integrale dell’attività sportiva e della convenzione sottoscritta con il Cosenza Calcio per l’utilizzo del San Vito-Marulla, con decorrenza proprio dal 17 agosto 2026 e fino al 31 dicembre 2027. La motivazione indicata dagli uffici comunali riguardava l’incompatibilità tra lo svolgimento dell’attività sportiva e il cantiere necessario per i lavori di riqualificazione dell’impianto, con particolare riferimento alle condizioni di sicurezza e di ordine pubblico.

Il giorno successivo arrivò anche il diniego alla richiesta della società di ottenere la licenza d’uso dello stadio prevista dall’articolo 68 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Da quel momento lo scontro tra le parti si è trasferito sul terreno giudiziario.

Il Cosenza porta il Comune davanti al Tar

Il club di Eugenio Guarascio ha contestato sin dall’inizio la legittimità dei provvedimenti. Nel ricorso presentato al Tar Calabria, il Cosenza ha sostenuto tra le altre cose che la sospensione decisa dal Comune rappresentasse, di fatto, una sorta di revoca mascherata della convenzione quinquennale sottoscritta nel 2023. Secondo la società, inoltre, i lavori avrebbero potuto essere organizzati evitando la chiusura totale dell’impianto e limitando le interferenze con l’attività sportiva.

Il primo round giudiziario, però, ha dato ragione al Comune almeno sotto il profilo cautelare. Il Tar Calabria ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dal Cosenza, rilevando tra l’altro come il club fosse riuscito comunque a completare l’iscrizione al campionato di Serie C indicando lo stadio “Ezio Scida” di Crotone per le proprie partite interne. I giudici hanno inoltre ritenuto prevalenti, in quella fase, le esigenze legate alla sicurezza e all’incolumità pubblica, senza però entrare nel merito definitivo del ricorso.

L’appello al Consiglio di Stato

Il Cosenza non si è fermato. Dopo il pronunciamento del Tar, la società ha deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato, chiedendo nuovamente la sospensione cautelare dei provvedimenti comunali. L’obiettivo resta quello di ottenere la possibilità di utilizzare il “Marulla” nelle more della definizione del contenzioso. Il prossimo passaggio è fissato per il 1° settembre, data nella quale i giudici amministrativi saranno chiamati a pronunciarsi sul nuovo capitolo della battaglia giudiziaria. Fino ad allora, però, gli atti adottati dal Comune restano efficaci. 

La reazione durissima di Caruso

La notizia degli allenamenti del Cosenza al “Marulla”, ha provocato l’immediata presa di posizione del primo cittadino. Franz Caruso ha scritto sui social: «Ho appreso del presunto illegittimo utilizzo dello stadio San Vito-Marulla da parte del Cosenza calcio in violazione dell’ordinanza da me emessa di inibizione all’utilizzo dello stesso. Ho già dato immediato mandato al Dirigente della Polizia Municipale di verificare la veridicità dei fatti e di pretendere l’immediata consegna delle chiavi della struttura con la chiusura dello stesso. Se i fatti dovessero essere confermati, provvederò personalmente a denunciare l’accaduto alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità da parte del Cosenza calcio».

Parole pesantissime che aprono dunque un ulteriore fronte nello scontro tra Palazzo dei Bruzi e il club rossoblù. Non più soltanto una battaglia amministrativa sulla convenzione, sulla licenza d’uso e sulla possibilità di disputare al “Marulla” le gare ufficiali, ma adesso anche una questione relativa all’effettivo accesso e utilizzo della struttura dopo il 17 agosto.

La guerra per il “Marulla”, insomma, è tutt’altro che conclusa. Anzi, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto materializzarsi lo stop all’utilizzo dello stadio, il confronto tra Comune e Cosenza Calcio sembra essere entrato nella sua fase più aspra.