Sanità pubblica e politica migliore. Cosenza in piazza contro il lockdown
Erano più di mille i manifestanti che hanno chiesto a gran voce per le strade di Cosenza una sanità tutta pubblica. Hanno protestato contro le misure previste dalla zona rossa, attribuendone la colpa a chi negli ultimi 20 ha spadroneggiato sui territori. Gente rea, a loro avviso, di aver reso gli ospedali calabresi i peggiori di Italia in favore dei privati. Si è chiesta giustizia, attenzione per le classi meno abbienti e per coloro i quali subiranno come una spada di Damocle gli effetti della nuova chiusura. Non c’erano negazionisti a sfilare per le vie della città, non c’era l’estrema destra. C’erano gli attivisti di Cosenza insieme a commercianti e ristoratori che vedono nubi nerissime sul proprio futuro dopo il lockdown.
Il ritrovo, subito numeroso, è stato a Piazza Kennedy intorno alle 18. Le mascherine non schermavano gli slogan dei partecipanti, ben udibili per l’intera durata del corteo. Si è attraversata Corso Mazzini, poi si è risaliti da viale della Repubblica verso l’autostrada. Un breve blocco del traffico a rimarcare le proprie motivazioni, poi il ritorno presso le rispettive abitazioni. Il tutto in un clima di grande unità di intenti.
La manifestazione si è svolta senza incidenti, sotto il controllo delle forze dell’ordine che non hanno mai rilevato momenti critici. Sono stati scanditi slogan ed esposti striscioni contro la gestione della sanità calabrese e contro l’intera classe politica. “La Calabria è sana, sono i nostri politici ad essere malati” recitava un cartello. I passanti leggevano e annuivano. Tristemente.