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09/12/2020 ore 11.08
Coronavirus

Vaccini Coronavirus, l’Ema: «29 dicembre data cruciale. Ecco perché»

Il capo dell’Ema, Emer Cooke, in un’intervista al quotidiano "La Repubblica", spiega come prosegue l’analisi dei dati a livello europeo. Pfizer e Moderna in attesa del via libera. «Il vaccino non è una bacchetta magica...».
di Domenico Ritorto

«La visione preliminare dei dati che abbiamo ricevuto il primo dicembre è positiva per quanto riguarda efficacia e sicurezza» afferma il capo dell’Ema Emer Cooke, in un’intervista a Repubblica. «Dobbiamo ancora controllare la qualità della catena di produzione e la capacità delle aziende di preparare il rimedio su larga scala. Su questi aspetti i nostri esperti hanno domandato informazioni addizionali, così come abbiamo chiesto ulteriori dettagli sulla sicurezza. Probabilmente ci esprimeremo il 29 dicembre per Pfizer e il 12 gennaio per Moderna”, afferma la farmacologa. Noi abbiamo optato per l’autorizzazione condizionata perché si tratta di un processo che coinvolge i nostri esperti, il comitato farmacologico e quello di valutazione del rischio in modo da dare serie assicurazioni su sicurezza ed efficacia a beneficio di tutta la popolazione europea».

Sui vaccini Pfizer e Moderna

Sui vaccini Pfizer e Moderna, spiega Cooke, lavora «un numero di persone impressionante, ci sono i nostri esperti e il network con quelli di tutti gli stati membri. In Europa il processo di autorizzazione è indipendente, non ci sentiamo sotto pressione politica. La pressione semmai è scientifica perché vogliamo essere certi di fare il meglio per i cittadini. Ogni approvazione Ema chiede ai produttori un piano di investigazione pediatrica e anche in questo caso uno studio specifico sarà richiesto all’approvazione. Con l’autorizzazione predisporremo misure stringenti di monitoraggio su tutta la popolazione, inclusi gli anziani. I produttori possono ricevere farci su qualsiasi evento negativo e ogni mese ricevere il rapporto i dati sull’andamento delle vaccinazioni. Così potremo capire se eventuali casi sono legati alla vaccinazione, particolari fasce della popolazione o problemi individuali preesistenti».

I dati rilevati dall’Ema

«I dati su sicurezza ed efficacia sono risultati molto buoni – dichiara Cooke -. Certo, restano diverse questioni che potremo capire con il monitoraggio le cui stringenti condizioni saranno imposte alle aziende proprio dalla nostra autorizzazione. Strada facendo emetteremo le raccomandazioni necessarie. Il punto centrale dell’autorizzazione non è la velocità, ma il numero di persone coinvolte nella sperimentazione e il parliamo di oltre 30mila persone per ciascun vaccino: sono dati estremamente significativi».

«Il vaccino non è una bacchetta magica – conclude Cooke -, la popolazione dovrà continuare a seguire tutte le restrizioni come mascherina, igiene e distanziamento perché all’inizio non ci saranno dosi per tutti e anche dopo, ancora per un certo periodo, fino a quando l’impatto del vaccino non sarà del tutto chiaro. Spetta ai governi decidere quando torneremo a una vita normale, io posso dire che molto dipenderà dall’efficienza con quale le autorità nazionali distribuiranno il vaccino e dalla sua efficacia”.