Sezioni
10/08/2022 ore 18.00
Cronaca

Acquappesa, il criminologo Caruso consulente nel caso della scomparsa di Angela Celentano

La piccola sparì 26 anni fa dal monte Faito, mentre era in gita con la famiglia. Da allora sono state tante le piste seguite dagli investigatori, ma nessuna ha portato sulle tracce della ragazza
di Francesca Lagatta

«E’ un onore per me, da criminologo e professionista, essere vicino alla famiglia Celentano, Catello, Mario, Rosy e Noemi, diretti dall’avvocato Luigi Ferrandino. E’ una caso che tutti conosciamo, tutti ci siamo preoccupati per Angela Celentano. Ci attende un lavoro difficile, complesso, è un lavoro multidisciplinare che tocca vari ambiti».

Sono le prime parole del criminologo Sergio Caruso, originario di Acquappesa, di recente nominato consulente per il caso della bimba scomparsa il 10 agosto 1996 dal Monte Faito, nel Napoletano, e mai più ritrovata. «Del team di lavoro fa parte Virginia Adamo – precisa Caruso -, molto vicina alla famiglia. E’ lei che attraverso i social e attraverso il gruppo che amministra, Busco mi familia Biològica (cerco la mia famiglia biologia, ndr) sta dando un grosso contributo alla ricerca internazionale di Angela». In passato il criminologo è stato già consulente in altri famosi casi di cronaca italiana, come la strage di Erba o il delitto di Elena Ceste.

Chi è Sergio Caruso

Sergio Caruso, nativo di Acquappesa, è iscritto all’Ordine degli Psicologi della Calabria dal 2011. E’ psicologo, criminologo e direttore Master Criminologia Calabria Formazione Promethes. Nel 2020 ha pubblicato il libro “Sangue del mio sangue”, scritto a quattro mani con la giornalista belvederese Fabrizia Arcuri. L’opera parla della più grande strage famigliare d’Italia, avvenuta a Buonvicino nel 1996, in cui morirono sei persone per mano di un uomo, allora carabiniere, che non accettava la fine della relazione con la moglie.

Ora Caruso è stato nominato consulente del team di lavoro sulla scomparsa di Angela Celentano ed è già operativo. «In questi casi – dice a LaC News24 – non va tralasciato nulla, il ruolo del criminologo è quello di analizzare tutti gli aspetti relativi alla triste vicenda che, purtroppo, siamo chiamati ad affrontare. Ogni piccolo particolare che è stato tralasciato negli anni può essere fondamentale, perché una bambina non può sparire nel nulla e nessuno sparisce senza un motivo. Il mio lavoro sarà quello di analizzare tutta la documentazione e, soprattutto, attraverso la criminal profiling, individuare gli elementi utili a stringere il cerchio di indagine».

A che punto è la vicenda della scomparsa

La piccola Angelo Celentano scomparve esattamente ventisei anni fa dal monte Faito, mentre era in gita con la famiglia. Da allora sono state tante le piste seguite dagli investigatori, ma nessuna ha portato sulle tracce della ragazza, che oggi avrebbe trent’anni. In occasione del trentesimo anniversario della scomparsa, i genitori Maria e Catello Celentano, hanno reso noto che gli esperti dell’Associazione “Missing Angels Org” con sede in Florida, Usa, grazie ad uno speciale ed avanzato software, hanno realizzato una age progression della sua immagine che corrisponderebbe in maniera quasi reale alle sembianze che avrebbe oggi.

«E’ stata forte la nostra emozione – ha commentato Catello Celentano – la foto è veramente veritiera, Maria ha pianto vedendo una foto che sembra reale. Per compiere questa progression sono state utilizzati i tratti somatici di tutti i componenti della nostra famiglia, con particolare riferimento alle altre nostre due figlie  Rossana e Naomi».

Poi aggiunge: «Vogliamo ringraziare tutti coloro che stanno mettendo il cuore nella ricerca di nostra figlia, in primo luogo uno dei massimi esperti in indagini difensive italiani, il penalista napoletano, il Prof. Luigi Ferrandino, che coordina il team di esperti e ci coadiuva nella ricerca di nostra figlia, il noto criminologo calabrese, Dott. Sergio Caruso, e tutte le associazioni che hanno  diffuso e continuano a diffondere le immagini di Angela da piccola. Riteniamo che i social siano di fondamentale importanza poiché ci consentono di spingere la ricerca in ogni angolo del pianeta».