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19/03/2026 ore 09.30
Cronaca

Agguato a Morfò, interrogatorio di due ore e mezza per Scorza: «Non avevo intenzione di sparare»

L’indagato ha spiegato al Gip di aver iniziato a portare con sé la pistola dopo aver ricevuto minacce di morte nei giorni precedenti da persone non identificate e con il volto coperto

di Matteo Lauria

Un confronto durato oltre due ore e mezza nel carcere di Castrovillari per il 41enne di Corigliano-Rossano Giovanni Scorza, già noto alle forze dell’ordine, fermato dalla notte di domenica con accuse pesanti. L’uomo è ritenuto responsabile del tentato omicidio aggravato del 68enne Salvatore Morfò, figura di spicco della criminalità organizzata locale, oltre che della detenzione e del porto di arma clandestina e della sua ricettazione.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, domenica all’ora di pranzo Scorza avrebbe sparato due colpi contro Morfò all’esterno di un ristorante in via Pietro Romano, allo Scalo di Rossano, a pochi passi dal Commissariato di polizia. La vittima era stata fatta uscire dal locale, dove stava pranzando con familiari, con la richiesta di un chiarimento.

Le indagini, condotte dai carabinieri della Sezione operativa e radiomobile del Reparto territoriale guidato dal tenente colonnello Marco Filippi, hanno portato alla raccolta di elementi ritenuti gravi già nelle ore successive ai fatti. Davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Orvieto Matonti, Scorza ha risposto alle domande sostenendo che l’incontro era stato richiesto per chiarire contrasti avuti nei giorni precedenti con il genero della vittima.

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Ha inoltre ribadito di non aver mai avuto problemi diretti con Morfò e ha escluso qualsiasi pianificazione dell’agguato. Resta però il nodo dell’arma. L’indagato ha spiegato di aver iniziato a portare con sé la pistola dopo aver ricevuto minacce di morte nei giorni precedenti da persone non identificate e con il volto coperto. La discussione tra i due, secondo quanto emerso, sarebbe rapidamente degenerata. Scorza avrebbe quindi estratto l’arma sparando due colpi all’addome della vittima, lasciandola a terra in gravi condizioni prima di fuggire.

Dopo il fatto si sarebbe rifugiato nella propria abitazione, in una traversa di viale Regina Margherita, dove i carabinieri lo hanno raggiunto e arrestato non senza difficoltà, dato che era ancora armato. Successivamente è stato condotto prima in caserma e poi trasferito nel carcere di Castrovillari su disposizione della Procura. Morfò, soccorso immediatamente, è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza all’ospedale Nicola Giannettasio. Attualmente si trova ricoverato all’Annunziata di Cosenza, dove è previsto un nuovo intervento.