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12/05/2026 ore 08.13
Cronaca

Amantea, sequestrati denaro e beni per 1,4 milioni a una società di accoglienza migranti

Il rappresentante legale e l’amministratore, in concorso tra di loro, hanno sottratto al fisco redditi per circa 5 milioni di euro, mediante la predisposizione di false fatture per un ammontare di circa 2,9 milioni

di Redazione

Maxi sequestro ad Amantea nell’ambito di un’indagine su presunti reati fiscali legati al settore dell’accoglienza dei migranti. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, su delega della Procura della Repubblica di Paola guidata dal procuratore capo Domenico Fiordalisi, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 1,4 milioni di euro.

Il decreto, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Paola, riguarda una società cooperativa e due persone fisiche indagate nell’ambito dell’inchiesta coordinata dall’autorità giudiziaria tirrenica. Secondo quanto emerso dalle attività investigative condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Amantea, la cooperativa – formalmente domiciliata a Roma ma operativa nel territorio amanteano – avrebbe operato nel comparto dell’accoglienza migranti attraverso un articolato sistema di evasione fiscale.

Gli accertamenti fiscali e le indagini finanziarie avrebbero consentito di ricostruire una presunta frode ai danni dell’Erario, attuata tramite l’utilizzo sistematico di fatture ritenute false e registrazioni contabili non corrispondenti alla reale attività gestionale della società.

Stando alle contestazioni mosse dagli investigatori, gli amministratori di diritto e di fatto avrebbero sottratto al fisco redditi per circa 5 milioni di euro, anche mediante fatture per operazioni inesistenti pari a circa 2,9 milioni di euro. Le dichiarazioni fiscali presentate all’Agenzia delle Entrate sarebbero risultate fraudolente sia ai fini Ires sia per l’Iva.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 16 conti correnti bancari, quote societarie, sette immobili e tre autoveicoli riconducibili agli indagati o comunque nella loro disponibilità, fino al raggiungimento della somma corrispondente alle imposte ritenute evase.

La Guardia di Finanza sottolinea come l’attività svolta rientri nell’azione di contrasto all’evasione fiscale, fenomeno che altera la concorrenza economica, danneggia le finanze pubbliche e incide negativamente sull’equità sociale. Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: eventuali responsabilità saranno definitivamente accertate soltanto con sentenza irrevocabile di condanna.