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13/03/2026 ore 17.49
Cronaca

Spogliano l’anziana zia malata di 350mila euro, tre condanne a Crotone

Il nipote, la moglie e il figlio hanno patteggiato nel procedimento nato dall’indagine della guardia di finanza per circonvenzione, riciclaggio e autoriciclaggio

di Redazione

Una donna anziana, vedova e senza figli, sarebbe stata privata di tutti i suoi beni da familiari che avrebbero approfittato del suo stato di infermità. È il quadro emerso da un’indagine della guardia di finanza, conclusa con tre condanne pronunciate dal gup del Tribunale di Crotone per circonvenzione d’incapace, riciclaggio e autoriciclaggio.

Al centro della vicenda ci sono il nipote della vittima, la moglie e il figlio, ritenuti responsabili di avere svuotato il patrimonio dell’anziana donna attraverso una serie di operazioni compiute mentre le sue condizioni psichiche e mentali peggioravano progressivamente.

L’indagine partita dalla denuncia del fratello

Le investigazioni delle fiamme gialle sono scattate dopo la denuncia presentata dal fratello della vittima. Da quel momento gli inquirenti hanno ricostruito, secondo l’accusa, una vera e propria pirateria spoliativa patrimoniale consumata ai danni dell’anziana zia da parte del nipote e del suo nucleo familiare.

L’attività investigativa ha consentito di cristallizzare una condotta ritenuta sistematica e finalizzata a sottrarre all’anziana ogni disponibilità economica, sfruttando il suo stato di fragilità.

La procura generale firmata all’insaputa degli altri parenti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il nipote avrebbe approfittato dello stato di deficienza psichica e di infermità mentale della zia, condizione che sarebbe iniziata nel 2021 e peggiorata progressivamente fino alla morte della donna, avvenuta nel luglio 2023.

In questo contesto, l’avrebbe indotta a firmare una procura generale, all’insaputa degli altri parenti. Sarebbe stato proprio questo atto a consentirgli poi di gestire liberamente il patrimonio della donna, arrivando a vendere un appartamento di sua proprietà e a svuotarne sistematicamente i conti correnti.

Oltre 350mila euro dissipati tra contanti e conti gioco

Il patrimonio sottratto, secondo quanto emerso dalle indagini, supera i 350mila euro. Le somme sarebbero state dissipate attraverso prelievi di contante, ricariche su conti gioco online e operazioni speculative del tutto estranee agli interessi della vittima.

La contestazione non si limita quindi alla sottrazione del denaro, ma si estende anche al modo in cui quei profitti sarebbero stati successivamente reimpiegati. Gli inquirenti ritengono infatti che le somme drenate illecitamente, con il contributo consapevole della moglie e del figlio del nipote, siano state trasferite e utilizzate in attività economiche, finanziarie e speculative in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

Le accuse di riciclaggio e autoriciclaggio

Proprio per questa ragione, oltre alla circonvenzione d’incapace, sono stati contestati anche i reati di autoriciclaggio e riciclaggio. Secondo l’impostazione accusatoria, il denaro sottratto all’anziana non sarebbe stato soltanto speso, ma anche reinserito in circuiti economici e finanziari in modo da schermarne l’origine.

L’indagine ha quindi ricostruito non solo il momento della sottrazione del patrimonio, ma anche la successiva fase di movimentazione e impiego delle somme.

Il patteggiamento davanti al gup di Crotone

Davanti al gup del Tribunale di Crotone, i tre imputati hanno ammesso le proprie responsabilità scegliendo la strada del patteggiamento.

Il nipote, 73 anni, ha patteggiato una pena a 4 anni di reclusione. Il figlio, di 47 anni, ha patteggiato una pena a 3 anni e 4 mesi di reclusione. La moglie, di 68 anni, ha invece patteggiato una pena a 3 anni di reclusione, sostituita con il lavoro di pubblica utilità. La donna presterà servizio per 1.095 giorni presso una parrocchia di Crotone.