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21/01/2026 ore 07.55
Cronaca

Arresti a Cetraro: sette indagati per favoreggiamento della latitanza di Luca Occhiuzzi | NOMI E VIDEO

Operazione dei Carabinieri su mandato della DDA di Catanzaro: domiciliari per una rete accusata di aver sostenuto la fuga dell’uomo cetrarese: ci sono due donne legate a lui sentimentalmente

di Antonio Alizzi

Alessandra Iorio, Giulia Marino, Agostino Iacovo (classe 1986), Vincenzo Bevacqua, Francesco Occhiuzzi alias “Schiavone”, Marco Piazza (6 gennaio 1979) e Catia Tusa sono le sette persone nei cui confronti, nella mattinata del 21 gennaio 2026, i Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari per la latitanza di Luca Occhiuzzi.

Indagine della Dda di Catanzaro

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ipotizza a carico degli indagati il reato di favoreggiamento personale. L’operazione è stata condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Cosenza, con il supporto delle Squadre di Intervento Operativo del 12° Reggimento e del 14° Battaglione Carabinieri, dell’8° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro, si inseriscono in un più ampio filone investigativo finalizzato alla cattura del latitante Luca Occhiuzzi, irreperibile dal 15 settembre 2022 perché sottrattosi all’esecuzione di una misura cautelare in carcere emessa per un tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, episodio risalente al giugno 2021 a Belvedere Marittimo.

La rete dei presunti fiancheggiatori

Secondo la ricostruzione accusatoria, la latitanza di Occhiuzzi sarebbe stata agevolata da una rete di fiancheggiatori che gli avrebbe assicurato protezione, assistenza logistica ed economica. Le attività investigative, sviluppate con strumenti tecnici e tradizionali, hanno consentito il suo rintraccio e arresto a Cetraro il 15 febbraio 2025.

Tra gli indagati figurano anche due donne (Iorio e Marino) legate sentimentalmente a Occhiuzzi che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero messo a disposizione immobili utilizzati durante la latitanza, fornito beni di prima necessità e denaro, nonché curato i contatti con l’esterno. Condotte che, allo stato delle indagini preliminari, vengono ritenute idonee a integrare il reato di favoreggiamento personale.

Al termine delle formalità di rito, i sette indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e restano a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Per altri due soggetti, anch’essi indagati, il gip ha rigettato la richiesta di applicazione di misure cautelari.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi processuali, nel contraddittorio tra le parti. Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Giorgia Greco, Cesare Badolato, Valentina Moretti ed Emilio Quintieri.