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11/02/2026 ore 19.50
Cronaca

Droga, armi ed estorsioni tra Andria e Minervino: tra gli arrestati anche una donna cosentina

Le accuse contestate sono pesanti: detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, ricettazione, furto aggravato, tentata estorsione e lesioni personali aggravate

di Redazione
Auto carabinieri generica

Nuovi sviluppi dell’operazione antidroga “Crocevia” tra Andria e Minervino Murge. I Carabinieri del Comando provinciale Bat (Barletta-Andria-Trani) hanno eseguito un provvedimento cautelare di arresto nei confronti di quattro persone, di età compresa tra i 37 e i 62 anni, tre residenti a Minervino Murge e una originaria della provincia di Cosenza ma domiciliata ad Andria.

Le accuse contestate sono pesanti: detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, ricettazione, furto aggravato, tentata estorsione e lesioni personali aggravate. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica.

Le indagini, condotte tra ottobre 2024 e febbraio 2025 dalla Compagnia di Andria in collaborazione con il comando territoriale di Minervino, sono state supportate da intercettazioni, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, oltre a perquisizioni e sequestri. L’operazione rappresenta uno sviluppo della precedente “Crocevia”, che il 9 ottobre 2024 aveva portato all’arresto di dieci persone.

Nonostante il duro colpo inferto alla piazza di spaccio, gli approfondimenti investigativi avrebbero fatto emergere una struttura operativa ancora attiva. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati rimasti in libertà avrebbero ripreso a gestire il traffico di droga nel centro murgiano, mantenendo il controllo del mercato locale degli stupefacenti.

Per due dei quattro indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri sono stati concessi gli arresti domiciliari. Tra gli elementi emersi dalle indagini vi sarebbe anche la presunta attività di coordinamento dall’interno della casa circondariale di Trani da parte di uno degli indagati, che, attraverso i colloqui con i familiari, avrebbe impartito indicazioni ai complici, compresa la pressione sui debitori per il recupero delle somme dovute, anche con minacce e violenza.

Nel corso delle attività investigative sarebbe stata accertata inoltre la disponibilità di armi da fuoco e relativo munizionamento, a conferma di un contesto criminale caratterizzato da elevata pericolosità.

Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e diramazioni dell’organizzazione nel territorio.