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18/01/2026 ore 09.41
Cronaca

Colpo al bancomat di Santo Stefano di Rogliano, fermato uno dei presunti autori

Decreto di fermo d’indiziato di delitto per un uomo originario della Puglia. I carabinieri ora proseguono le indagini sulla “banda della marmotta”

di Antonio Alizzi

Nelle primissime ore di oggi, 18 gennaio 2026, i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e della Compagnia di Rogliano hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Cosenza, nei confronti di un soggetto indagato per concorso nel furto pluriaggravato ai danni dello sportello ATM della Banca Centro Calabria, filiale di Santo Stefano di Rogliano.

Il provvedimento cautelare è stato adottato all’esito delle immediate attività investigative coordinate dalla Procura, coordinata dal procuratore capo Vincenzo Capomolla, e condotte dai militari della Compagnia dei carabinieri di Rogliano, che hanno consentito di raccogliere, allo stato, gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, ritenuto concorrente nel raid messo a segno nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 2026.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il quadro indiziario emerso dovrà ora essere sottoposto alla verifica del giudice per le indagini preliminari in sede di convalida del fermo e al successivo contraddittorio con la difesa. 

L’assalto al bancomat

Il fermo arriva a distanza di poche ore dall’assalto allo sportello automatico dell’istituto di credito, episodio che aveva destato forte allarme sul territorio. Quello di Santo Stefano di Rogliano rappresenta infatti l’ottavo colpo attribuito alla cosiddetta “banda della marmotta”, attiva da settimane tra le province di Cosenza e Catanzaro, con precedenti episodi registrati anche a Decollatura e Vallefiorita.

Già nella giornata di ieri, da ambienti investigativi era trapelata la notizia dell’identificazione e del blocco di un sospettato, fermato a seguito di accertamenti successivi all’esplosione del bancomat. In quella fase non era stato chiarito se il soggetto fosse stato intercettato nell’immediatezza del fatto o rintracciato in un momento successivo. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Veronica Rizzaro, si erano concentrate anche su elementi emersi da precedenti attività tecniche, tra cui registrazioni, che avevano acceso l’attenzione degli investigatori su un presunto componente del gruppo, di origine pugliese.

L’inchiesta resta aperta e prosegue con l’obiettivo di ricostruire l’intera rete di responsabilità e verificare eventuali collegamenti con gli altri assalti esplosivi che, nelle ultime settimane, hanno colpito sportelli automatici in Calabria e in altre regioni.