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28/02/2026 ore 15.44
Cronaca

Beccato con l’hashish nelle mutande mentre pesa droga in pigiama: convalidati due arresti a Mendicino

In carcere finisce Muto, mentre per Iannuzzi il GIP di Cosenza applica i domiciliari. Sequestrati anche 10mila euro in contanti

di Antonio Alizzi
FOTO GENERATA CON L'AI

Il gip di Cosenza ha convalidato due arresti eseguiti dalla Squadra Mobile di Cosenza e ha disposto la custodia cautelare in carcere per Eugenio Nicola Muto e gli arresti domiciliari per Domenico Iannuzzi, nell’ambito di un’indagine per detenzione ai fini di spaccio di cannabis. La sezione gip ha anche convalidato il sequestro preventivo d’urgenza di una somma in contanti pari a 10.925 euro, ritenuta verosimile provento dell’attività di cessione.

La perquisizione e l’arresto: Iannuzzi trovato in pigiama mentre pesa la droga

Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza tutto nasce dalla perquisizione domiciliare eseguita il 25 febbraio 2026 dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cosenza nell’abitazione di Muto, a Mendicino. È lì che i poliziotti, all’interno della stanza da letto del giovane, trovano Iannuzzi “vestito con pigiama e ciabatte”, descritto come intento a pesare sostanza stupefacente.

La perquisizione personale, sempre secondo gli atti, porta a un ulteriore elemento: Iannuzzi viene trovato in possesso di un involucro di hashish nascosto nelle mutande. Da quel momento scatta la ricerca nella stanza di Muto, dove – spiega il gip – viene rinvenuto un quantitativo “elevato” di droga, in diverse forme e confezioni.

Cosa è stato sequestrato: marijuana, hashish, ovuli e panetti

L’ordinanza ha elencato analiticamente il materiale sequestrato. In sintesi, nella stanza sono stati trovati: marijuana in buste sottovuoto, tra cui un sacchetto da 662 grammi lordi e altre confezioni con etichette (“527 fantaz”, “513 blak x 28 mm”, “50 g mimosa”) per un totale di diverse buste sigillate; hashish in più formati tra pezzi singoli, involucri, bustine sottovuoto e una quantità consistente già suddivisa; un lotto di hashish indicato come 86 ovuli per un peso totale lordo di 962 grammi, oltre a panetti e quattro da 500 grammi ciascuno (peso totale indicato 2 kg), altri panetti e porzioni con pesi riportati nel provvedimento; una scatola con 7 bustine per sottovuoto contenenti ulteriori involucri di hashish, con pesi dettagliati dall’autorità giudiziaria.

Accanto alla sostanza, gli agenti sequestrano anche ciò che il gip ha descritto come materiale tipicamente funzionale al confezionamento: macchina per sottovuoto, forbici, carta forno, sacchetti. E soprattutto, in casa è stata trovata, come detto, una somma di denaro in contanti: 10.925 euro in banconote di vario taglio.

Perché il gip ha convalidato l’arresto: “uso non esclusivamente personale”

Il giudice ha ritenuto legittimo l’arresto perché, “ex ante”, la situazione appariva compatibile con una detenzione non destinata a uso personale. La valutazione si è fondata su più indicatori: quantitativo elevato, pluralità di dosi e involucri, modalità di occultamento, materiale per confezionare, e denaro contante in banconote di diversa pezzatura.

In udienza di convalida, entrambi gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Le responsabilità: la stanza è di Muto, Iannuzzi colto mentre confeziona

Quanto all’attribuzione della condotta, l’ordinanza ha distinto i ruoli. Per Muto, l’elemento centrale è che il sequestro è avvenuto nella sua abitazione e nella sua stanza da letto, luogo in cui è stata trovata la sostanza e il materiale. Per Iannuzzi, il gip ha valorizzato il fatto che sarebbe stato sorpreso nell’atto di confezionare e pesare la droga e che sulla sua persona sarebbe stata trovata una dose di hashish nascosta negli indumenti intimi. Il reato contestato ai due indagati è quello di cui all’articolo 73 comma 4 DPR 309/90, in concorso, per detenzione finalizzata alla cessione a terzi.

Muto è difeso dall’avvocato Pietro Sammarco, mentre Iannuzzi è assistito dal penalista Maurizio Nucci.