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22/10/2026 ore 18.10
Cronaca

Droga e telefoni nel carcere di Cosenza: 36 indagati. Agente della Penitenziaria accusato di corruzione | NOMI

Secondo la Procura, l'assistente capo addetto alle videochiamate avrebbe accettato hashish, droga e un orologio in cambio di favori ai detenuti. Contestato anche l'uso illecito di cellulari a decine di reclusi

di Antonio Alizzi
Il carcere di Cosenza "Sergio Cosmai"

La Procura di Cosenza ha chiuso le indagini su un presunto sistema di corruzione, cessione di droga e uso illecito di telefoni all'interno della casa circondariale “Sergio Cosmai”. L'avviso di conclusione delle indagini preliminari, firmato il 14 ottobre dal sostituto procuratore Nicoletta Fruncillo, riguarda 36 persone, a cui sono contestati 52 capi d'imputazione.

L'assistente capo della Penitenziaria

Al centro dell'inchiesta c'è Massimiliano Follo, assistente capo coordinatore della Polizia penitenziaria, all'epoca addetto ai videocolloqui via WhatsApp nel carcere. Gli sono contestati la rivelazione di segreto d'ufficio e più episodi di corruzione. Follo è attualmente sottoposto all'obbligo di dimora.

Secondo l'accusa, il 12 agosto 2024 avrebbe rivelato la presenza di intercettazioni ambientali in corso. Tra luglio e novembre 2024, in cambio della promessa di un orologio o di quantitativi di droga, avrebbe omesso di registrare videochiamate di detenuti, prenotato colloqui, trasmesso a un detenuto informazioni della convivente e non denunciato droga, quattro sim e uno smartphone in possesso di un recluso. La Procura gli contesta inoltre di aver introdotto in carcere e ceduto a un detenuto 22 grammi di sostanza stupefacente.

Per la promessa di utilità all'agente sono indagati anche Emanuela Pezzi, moglie di un detenuto, e Daniela Mira Rostas, entrambe sottoposte a misure cautelari, oltre ai detenuti Idolo Iuele e Rosario Paolo Furno. Altri tre indagati, tra cui Vincenzo Fasano e Alex Magnone, sono accusati di aver ceduto hashish o cannabis all'agente.

Droga ai colloqui e telefoni in cella

Secondo la Procura, Rostas avrebbe ceduto quasi 26 grammi di cannabis al convivente detenuto durante un colloquio nell'ottobre 2024. A Chiara Debora Maria Falcone, oggi agli arresti domiciliari, sono contestate più cessioni di cocaina al convivente detenuto Mirko Capizzano durante i colloqui, tra febbraio e maggio 2025, e una in ospedale nel giugno 2025, oltre all'introduzione in carcere di una scheda telefonica e di due micro sim. Secondo l'accusa, tra marzo e maggio 2025 Capizzano avrebbe avuto circa 9.869 contatti con le utenze della donna da telefoni circolanti illecitamente nell'istituto.

A una trentina di detenuti è contestato l'uso indebito di cellulari all'interno del carcere, in diversi periodi tra agosto 2024 e maggio 2025, attraverso alcune sim ricorrenti.

I prossimi passaggi

Con l'avviso di conclusione delle indagini, gli indagati e i loro difensori hanno venti giorni per presentare memorie, depositare documenti, chiedere ulteriori atti di indagine o essere interrogati. Si tratta di accuse formulate nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva.

Gli indagati

Ecco l'elenco dei 36 indagati.

Il collegio difensivo

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Antonio Quintieri, Fabio Parise, Marco Caraffa, Maurizio Nucci, Angela D'Elia, Francesco Gelsomino, Rossana Cribari, Guido Siciliano, Giancarlo Greco, Gregorio Viscomi, Pietro Martire e Fiorella Bozzarello.