Carolei, il prefetto di Cosenza sospende il Consiglio comunale e nomina un commissario
Il provvedimento adottato dopo le dimissioni di metà più uno dei componenti dell’assise. L’ex sindaco Iannucci, per il quale la Procura bruzia ha chiesto l’arresto, interrogato ieri nell’ambito di un’inchiesta che lo vede indagato per adulterazione delle acque, corruzione e turbativa
Il Prefetto della provincia di Cosenza Rosa Maria Padovano ha sospeso il Consiglio comunale di Carolei. Il provvedimento si è reso necessario a seguito delle dimissioni contestuali rassegnate dalla carica, in data odierna, con nota acquisita al protocollo dell’Ente in pari data, della metà più uno dei consiglieri comunali e, per effetto di tali dimissioni, si è realizzata la fattispecie di cui all’art. 141, comma 1, lett. b), punto 3) del D. lgs 18 agosto 2000, n. 267.
Con il citato provvedimento il Prefetto, sussistendo motivi di grave ed urgente necessità connessi all’impossibilità di assicurare il normale funzionamento degli organi elettivi, ha incaricato della provvisoria gestione del Comune la dott.ssa Elvira Paola Petrelli Viceprefetto Aggiuto in servizio presso la Prefettura, conferendo allo stesso i poteri spettanti al Sindaco, al Consiglio ed alla Giunta Comunale.
L'ex sindaco Francesco Iannucci è indagato per adulterazione delle acque, corruzione e turbativa nell'ambito di un'inchiesta della procura della Repubblica di Cosenza che ne ha chiesto l'arresto.
L’inchiesta della Procura di Cosenza sul Comune di Carolei è partita da una sorgente d’acqua che sarebbe stata utilizzata per alimentare i serbatoi comunali nonostante il mancato completamento dell’iter necessario. L’indagine è condotta dal Nucleo Carabinieri Forestale di Cosenza insieme al Nipaaf, il Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale.
Gli accertamenti sarebbero iniziati circa un anno fa e hanno compreso anche attività di intercettazione nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Tridico. La sorgente è stata sottoposta a monitoraggio da parte dei Carabinieri forestali.
Secondo la ricostruzione accusatoria, l’obiettivo attribuito al sindaco Francesco Iannucci sarebbe stato quello di immettere l’acqua della sorgente nella rete idrica per garantire continuità nell’approvvigionamento della popolazione. L’autorizzazione necessaria, tuttavia, sarebbe stata negata perché l’acqua era risultata inquinata. Nell'inchiesta sono coinvolti anche alcuni esponenti dell'ex amministrazione comunale.
L'ex sindaco Francesco Iannucci proprio ieri era comparso davanti al Gip, per l'interrogatorio preventivo durato due ore.
Durante l’interrogatorio, la difesa ha depositato nuova documentazione relativa alle condizioni della sorgente al centro degli accertamenti. Secondo quanto sostenuto da Iannucci, le analisi effettuate negli anni precedenti avrebbero espresso valutazioni favorevoli sulla salubrità delle acque successivamente canalizzate nel serbatoio comunale.
L’ex sindaco ha inoltre riferito dell’ottenimento di un finanziamento destinato al completamento dell’intervento. La documentazione sarà esaminata dal gip insieme agli altri atti depositati dalla Procura e agli elementi raccolti durante le indagini.