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17/09/2026 ore 12.54
Cronaca

Carolei, nessuna misura cautelare: gravi indizi solo per Iannucci sul caso delle acque

Il gip Claudia Pingitore respinge carcere e domiciliari. Escluso il quadro indiziario per gli altri sette e per i filoni su appalti e corruzione

di Antonio Alizzi

Nessuna misura cautelare per gli otto indagati nell’inchiesta sul Comune di Carolei. Il gip di Cosenza Claudia Pingitore ha respinto la richiesta di custodia in carcere avanzata dalla Procura nei confronti del sindaco dimissionario Francesco Iannucci e quelle di arresti domiciliari formulate per Francesco Iorio, Francesco Porco, Giovanni Ioele, Francesco Pulice, Paolo Filice, Andrea Forlino e Luigi Principe.

L’ordinanza, emessa il 16 settembre 2026 dopo gli interrogatori preventivi, riconosce la gravità indiziaria soltanto nei confronti di Iannucci e limitatamente alla contestazione di adulterazione delle acque. Il giudice esclude invece un quadro indiziario grave a carico di Iorio e Porco sullo stesso episodio e non ritiene configurabili, nella fase cautelare, i reati contestati negli altri filoni relativi agli affidamenti pubblici e alla presunta corruzione.

Gli indizi sull’immissione delle acque nella rete comunale

Secondo la ricostruzione accolta dal gip, Iannucci avrebbe consentito l’immissione nella rete comunale delle acque provenienti dalla sorgente in località Rupi nonostante i risultati non conformi comunicati dall’Arpacal. Le analisi del 30 luglio 2024 avevano rilevato la presenza di Escherichia coli e batteri coliformi. Ulteriori campionamenti eseguiti nell’ottobre successivo avevano confermato valori alterati nel pozzetto collegato all’impianto.

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I dati sui consumi elettrici documenterebbero un utilizzo pressoché quotidiano della pompa, prevalentemente durante le ore notturne. Alle risultanze analitiche si aggiungono le intercettazioni, i servizi di osservazione e le immagini del sistema di videosorveglianza installato nei pressi del quadro di comando.

Per il gip, Iannucci, nella qualità di sindaco e massima autorità sanitaria locale, sarebbe stato consapevole della contaminazione comunicata al Comune. La documentazione depositata dalla difesa riguarda analisi eseguite nel 2020 e nel 2022: queste ultime avevano attestato parametri conformi, ma si riferivano a periodi precedenti rispetto ai fatti contestati.

Le posizioni di Francesco Iorio e Francesco Porco

Durante gli interrogatori, Francesco Iorio e Francesco Porco hanno ammesso di avere azionato la pompa, sostenendo però di aver eseguito le disposizioni impartite da Iannucci senza conoscere la qualità dell’acqua.

Il giudice ha ritenuto non raggiunta nei loro confronti la soglia della gravità indiziaria. Iorio avrebbe svolto mansioni meramente esecutive, mentre Porco, estraneo all’amministrazione comunale, sarebbe stato incaricato delle operazioni materiali per la vicinanza della sua abitazione all’impianto. Entrambi non avrebbero avuto accesso alle analisi né competenze per valutarne i risultati.

Giovanni Ioele, esclusa la gravità indiziaria

Tra gli indagati figura anche Giovanni Ioele, funzionario del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, assistito dall’avvocato Enzo Belvedere. La Procura gli contesta, insieme a Francesco Iannucci e all’imprenditore Luigi Principe (imprenditore assistito dagli avvocati Eduardo Florio e Salvatore Marra), la turbativa del procedimento relativo ai lavori di manutenzione della rete idrica comunale, finanziati per 360mila euro.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Ioele avrebbe contribuito a orientare l’affidamento in favore dell’impresa riconducibile a Principe, indicando al sindaco alcune ditte iscritte al Mepa da invitare alla procedura pur sapendo che non avrebbero presentato un’offerta. Il meccanismo, nella ricostruzione degli investigatori, avrebbe consentito all’operatore economico già individuato di ottenere l’aggiudicazione.

Durante l’interrogatorio preventivo, Ioele ha dichiarato di non conoscere Luigi Principe e di essere stato interpellato occasionalmente da Iannucci affinché gli segnalasse alcune imprese da invitare. Il funzionario ha riferito di aver indicato la ditta di Francesco Amendola, già conosciuta dal sindaco perché in precedenza aveva eseguito lavori per il Comune.

Il gip ha definito la procedura «censurabile ed illegittima», ma ha escluso la configurabilità del reato previsto dall’articolo 353-bis del codice penale. La condotta contestata non avrebbe inciso sul contenuto del bando, concentrandosi invece sulla selezione delle imprese da invitare dopo la sua predisposizione.

Con specifico riferimento a Giovanni Ioele, il giudice ha inoltre ritenuto insufficiente l’unica conversazione intercettata per dimostrare un suo coinvolgimento diretto, effettivo e consapevole. Per questa ragione non è stata riconosciuta la gravità indiziaria e la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura è stata respinta.

Francesco Pulice e il servizio di trasporto scolastico

Francesco Pulice, amministratore unico della società Aquilonia e assistito dagli avvocati Pierluigi Pugliese e Dario Tocci, è indagato con Francesco Iannucci per la gestione del servizio di trasporto scolastico del Comune di Carolei.

L’accusa sostiene che l’affidamento sia stato formalmente disposto in favore della società Caramico, mentre il servizio era stato concretamente eseguito da Aquilonia, che non disponeva dei requisiti necessari per contrattare direttamente con la pubblica amministrazione. L’affidamento iniziale, del valore di 4.900 euro oltre Iva, era stato seguito da diverse proroghe. Secondo la ricostruzione investigativa, i pagamenti versati dal Comune a Caramico sarebbero stati successivamente trasferiti ad Aquilonia.

Durante l’interrogatorio preventivo, Pulice ha confermato di avere messo a disposizione di Caramico i propri autobus con conducente sulla base di accordi verbali e di aver ricevuto i pagamenti per le prestazioni eseguite. Le verifiche contributive avevano evidenziato irregolarità relative ad Aquilonia, mentre una funzionaria comunale aveva riferito che il servizio veniva svolto con i mezzi della società di Pulice.

Il gip, pur ricostruendo il sistema di affidamenti e proroghe, ha escluso che i fatti potessero integrare il reato contestato. L’ipotesi dell’articolo 353-bis presuppone infatti l’alterazione di un bando o di un atto equivalente, mentre nel caso esaminato si era proceduto attraverso affidamenti diretti per periodi limitati. Per questa ragione non è stata riconosciuta la gravità indiziaria ed è stata respinta la richiesta di arresti domiciliari.

Paolo Filice e Andrea Forlino, il servizio cimiteriale e l’ipotesi di corruzione

Paolo Filice, allora vicesindaco di Carolei e assistito dall’avvocato Vincenzo Aprile, e Andrea Forlino, amministratore della Famm Group difeso dagli avvocati Marco Tarsitano e Fiorella Bozzarello, sono indagati insieme a Francesco Iannucci per l’affidamento del servizio di custodia e manutenzione del cimitero comunale.

La Procura ipotizza che la scelta della Famm Group, per un importo complessivo di 34.945,14 euro, sia stata decisa prima della formalizzazione dell’affidamento. Le intercettazioni documenterebbero contatti tra Iannucci e Forlino già durante la procedura sul Mepa e conversazioni riguardanti le persone da assumere per l’esecuzione del servizio. La società impiegò successivamente Franco Aiello, Giovanni Canonaco e Romualdo Presta.

Secondo l’ulteriore ipotesi di corruzione, l’affidamento sarebbe stato concesso in cambio dell’assunzione dei nominativi indicati dagli amministratori. Durante gli interrogatori, Iannucci e Filice hanno richiamato l’urgenza di assicurare la pulizia e la custodia del cimitero dopo le segnalazioni dei cittadini e in vista della commemorazione dei defunti.

Il gip ha escluso la turbativa perché l’importo del servizio era inferiore alla soglia di 140mila euro prevista per l’affidamento diretto. In questi casi, secondo la normativa richiamata nell’ordinanza, l’amministrazione può scegliere discrezionalmente l’operatore economico anche senza una procedura comparativa.

Il giudice non ha riconosciuto neppure gravi indizi dell’accordo corruttivo. Non sarebbero emersi elementi sufficienti a dimostrare uno scambio tra l’assegnazione del servizio e le assunzioni. Due dei lavoratori risultavano già impiegati da Forlino, mentre Franco Aiello aveva lavorato nello stesso cimitero fino a pochi giorni prima. Le indicazioni degli amministratori avrebbero quindi potuto rispondere anche a esigenze di continuità ed efficienza del servizio.

Per queste ragioni sono state respinte le richieste di arresti domiciliari formulate nei confronti di Paolo Filice e Andrea Forlino.

Perché il gip ha escluso le esigenze cautelari

Pur riconoscendo gravi indizi a carico di Iannucci per il solo caso delle acque, il giudice ha escluso un pericolo concreto e attuale di reiterazione. A incidere sono state le dimissioni irrevocabili del sindaco e dell’intera Giunta, alle quali seguirà la nomina di un commissario prefettizio estraneo all’amministrazione.

Prima di dimettersi, Iannucci aveva inoltre revocato l’ordinanza che consentiva, in via straordinaria, l’immissione in rete dell’acqua proveniente dalla sorgente. Escluso anche il rischio di inquinamento probatorio: le indagini preliminari sono concluse e il materiale documentale, tecnico e intercettivo risulta già acquisito.

Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Enzo Belvedere, Francesco Calabrò, Fiorella Bozzarello, Marco Tarsitano, Vincenzo Aprile, Edoardio Florio, Salvatore Marra e Pierluigi Pugliese.