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17/09/2026 ore 09.24
Cronaca

Inchiesta Carolei, il gip esclude le misure cautelari ma conferma la gravità indiziaria: Iannucci non andrà in carcere

Respinte le richieste della Procura per l’ex sindaco e altri sei indagati. Sulla decisione hanno inciso anche le dimissioni

di Antonio Alizzi
La sede del tribunale di Cosenza

Nessuna misura cautelare per il sindaco dimissionario di Carolei Francesco Iannucci e per gli altri sei indagati nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Cosenza sulle ipotesi di adulterazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta. Il gip Claudia Pingitore non ha accolto le richieste presentate dal pubblico ministero Antonio Bruno Tridico.

Il giudice ha tuttavia ritenuto sussistente il quadro di gravità indiziaria e ha valutato come gravi le condotte ipotizzate.

Le dimissioni incidono sulle esigenze cautelari

Dalle motivazioni emerge che sulla decisione hanno inciso anche le dimissioni presentate da Iannucci e dagli assessori coinvolti nel procedimento. Il venir meno degli incarichi amministrativi avrebbe ridotto le esigenze cautelari poste alla base delle richieste avanzate dalla Procura.

Gli interrogatori preventivi degli indagati

La decisione è arrivata dopo gli interrogatori preventivi svolti lunedì scorso. Davanti al gip sono comparsi Francesco Iannucci, Francesco Iorio, Giovanni Ioele, Francesco Pulice, Paolo Filice, Andrea Forlino e Luigi Principe.

Per Iannucci la Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. 

Il sindaco dimissionario, assistito dall’avvocato Francesco Calabrò, aveva risposto per oltre due ore a tutte le domande del gip. Nel collegio difensivo figurano anche gli avvocati Enzo Belvedere, Fiorella Bozzarello, Marco Tarsitano, Vincenzo Aprile, Edoardio Florio, Salvatore Marra e Pierluigi Pugliese.

Le analisi depositate dalla difesa di Iannucci

Durante l’interrogatorio, la difesa di Iannucci aveva prodotto documentazione relativa alla sorgente al centro dell’inchiesta. Secondo la tesi difensiva, le analisi effettuate negli anni precedenti avrebbero dato esito favorevole sulla salubrità dell’acqua successivamente canalizzata nel serbatoio comunale.

Iannucci aveva inoltre riferito dell’esistenza di un finanziamento ottenuto per completare l’intervento. L’avvocato Calabrò aveva contestato la mancata sottoposizione a sequestro della sorgente, osservando che la chiusura era stata disposta dallo stesso sindaco prima delle dimissioni.

La ricostruzione della Procura sulle acque

L’indagine, condotta dal Nucleo Carabinieri Forestale di Cosenza insieme al Nipaaf, è partita dal monitoraggio della sorgente e ha compreso anche attività di intercettazione.

Secondo la ricostruzione accusatoria, l’acqua sarebbe stata immessa nella rete comunale per assicurare continuità nell’approvvigionamento, nonostante il mancato completamento della procedura necessaria. Per gli inquirenti, durante le ore notturne sarebbe stata realizzata abusivamente una canalizzazione verso i serbatoi.

La difesa contesta questa impostazione e richiama le analisi depositate davanti al gip. Le diverse ricostruzioni saranno valutate nel prosieguo dell’indagine.

Il filone sulla gestione del cimitero

Le ipotesi di corruzione e turbativa d’asta riguardano la gestione del cimitero comunale. Il procedimento coinvolge l’ex vicesindaco Paolo Filice, altri componenti dell’amministrazione e un imprenditore.