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25/05/2026 ore 20.00
Cronaca

Casa funeraria nel condominio a Rossano, protesta dei residenti: «Pronti all’esposto»

Sit-in dei condomini nel centro urbano di Corigliano-Rossano: chiesto l’intervento del sindaco e accesso agli atti ancora senza risposta

di Matteo Lauria

Un presidio di protesta davanti al condominio “Palazzo La Pietra”, nel cuore del centro urbano di Corigliano-Rossano, per dire no alla realizzazione di una casa funeraria all’interno dello stabile di via Galeno. I condomini sono scesi in strada nelle ultime ore contestando l’apertura della struttura funeraria nei locali al piano terra dell’edificio. Una vicenda che sta alimentando forte tensione tra i residenti, preoccupati soprattutto per l’impatto sulla vivibilità della zona.

Al centro della protesta ci sono la mancanza di parcheggi, i problemi legati alla viabilità e il timore di un continuo transito di carri funebri e feretri in un’area densamente abitata. I residenti parlano anche di possibili ripercussioni sulla serenità e sulla quiete del contesto condominiale. Durante il sit-in è stato chiesto un intervento diretto del sindaco affinché venga fatta chiarezza sull’intero iter amministrativo. I condomini sostengono di essere venuti a conoscenza del progetto soltanto quindici giorni fa, nel corso di una riunione condominiale.

Nei giorni scorsi è stata inoltre inviata una formale diffida al Comune di Corigliano-Rossano e per conoscenza all’Asp di Cosenza con la richiesta di sospendere in autotutela qualsiasi procedimento autorizzativo relativo alla casa funeraria. Nel documento si fa riferimento a criticità urbanistiche, sanitarie e logistiche, oltre alla presenza dell’attività all’interno di un complesso condominiale con accesso attraverso corte comune.

I residenti lamentano anche la mancata risposta alle richieste di accesso agli atti già protocollate nelle scorse settimane. Una situazione che sta aumentando il malcontento tra le famiglie del palazzo. «Vogliamo capire cosa sta accadendo e quali autorizzazioni siano state rilasciate», spiegano alcuni condomini presenti al presidio. E il tono della protesta si fa sempre più duro: «Siamo pronti a formalizzare un esposto anche in Procura». Nella diffida inviata agli enti competenti, i condomini annunciano inoltre la possibilità di ricorrere al Tar e di avviare ulteriori azioni legali qualora l’iter dovesse proseguire senza verifiche approfondite. La vicenda adesso potrebbe approdare anche sul piano politico e giudiziario, mentre i residenti chiedono trasparenza e un confronto pubblico sul progetto.