Dopo il caso Acri scatta l’allerta nelle scuole, stop all’uscita autonoma
In provincia di Cosenza cresce la preoccupazione tra famiglie e istituti dopo l’episodio segnalato alla “Pastrengo”: una dirigente del Tirreno rafforza le misure di sicurezza
Dopo l’episodio segnalato ad Acri, in provincia di Cosenza si è alzato il livello di allerta tra famiglie e scuole. Nelle ultime ore, in diversi gruppi WhatsApp di genitori, hanno iniziato a circolare messaggi e anche foto delle presunte responsabili, alimentando un clima di preoccupazione e una vera e propria “psicosi” che si è rapidamente estesa oltre il centro silano.
In questo contesto si inserisce la circolare diffusa da una dirigente scolastica del Tirreno cosentino, che – richiamando «recenti avvenimenti verificatisi in altre istituzioni scolastiche» e la presenza di «persone non autorizzate all’interno dei cancelli scolastici» – ha disposto il diniego dell’uscita autonoma degli alunni. «Non è concessa, agli alunni, alcuna uscita autonoma», si legge nel documento, adottato «al fine di garantire la massima tutela e sicurezza degli studenti».
La dirigente stabilisce che gli alunni dovranno essere prelevati esclusivamente dai genitori o da persone formalmente delegate, secondo la documentazione depositata agli atti. In assenza dei genitori, solo i delegati autorizzati potranno prendere in consegna i minori e «non sarà consentito affidare i minori a persone non indicate nelle deleghe ufficiali». Viene inoltre richiesto a docenti e collaboratori scolastici di rafforzare la vigilanza all’uscita, verificando con particolare attenzione a chi venga affidato ciascun alunno.
Il caso Acri: due donne nel cortile della “Pastrengo”
L’allarme, nelle ore precedenti, era esploso ad Acri dopo un episodio ancora non chiarito che ha coinvolto la scuola primaria e dell’infanzia “Pastrengo”. Secondo quanto ricostruito, due donne si sarebbero introdotte nel cortile dell’istituto. Non sarebbero entrate nell’edificio, ma dal cortile avrebbero fatto cenni dall’esterno della mensa – al piano terra – chiedendo a una maestra di affacciarsi alla finestra.
Una volta attirata l’attenzione dell’insegnante, le due avrebbero detto di voler salutare una bambina, indicandola per nome e cognome, sostenendo di essere amiche della madre. La maestra, non riconoscendole, le avrebbe invitato ad allontanarsi. Dopo la loro uscita sarebbe stato chiuso il cancello di accesso al cortile.
Alcuni testimoni avrebbero riferito che le donne parlavano con un presunto accento straniero, ma su questo punto non ci sono conferme ufficiali. Sentiti successivamente, i genitori della minore avrebbero riferito di non aver mandato nessuno a salutare la bambina.