Bergamini, l’ipotesi della Procura di Castrovillari: «Roberto Internò avrebbe partecipato all’omicidio del calciatore»
Avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte dell’ufficio diretto dal procuratore capo Alessandro D’Alessio. Nel mirino degli investigatori l’uccisione e la successiva messinscena sulla Statale 106
La Procura di Castrovillari ha concluso le indagini preliminari nei confronti di Roberto Internò, 65 anni, indagato per concorso nell’omicidio volontario aggravato di Donato Bergamini, il calciatore del Cosenza morto il 18 novembre 1989 lungo la Statale 106, nel territorio di Roseto Capo Spulico.
L’avviso previsto dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale è firmato dal pubblico ministero Luca Primicerio. Roberto Internò è difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo.
Il provvedimento contiene l’ipotesi investigativa formulata dalla Procura al termine dell’attuale fase delle indagini.
L’accusa di concorso nell’omicidio di Donato Bergamini
Secondo la contestazione provvisoria, Roberto Internò avrebbe agito in concorso con Franco Internò, nel frattempo deceduto, e con Isabella Internò, imputata in un procedimento separato attualmente pendente davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro.
Denis Bergamini, in aula la difesa di Isabella Internò: «Non c’è stato alcun omicidio, questo processo è una bufala»La Procura ipotizza che i tre abbiano ottenuto un incontro con Bergamini e che il calciatore sia stato narcotizzato o, comunque, posto in una condizione tale da ridurne le capacità di difesa.
La morte, nella ricostruzione accusatoria, sarebbe stata provocata attraverso un’asfissia meccanica realizzata mediante uno strumento definito «soft». Soltanto in un secondo momento il corpo sarebbe stato collocato sulla carreggiata della Statale 106, in direzione Taranto, all’altezza del chilometro 401.
La presunta messinscena sulla Statale 106
Il punto centrale della nuova contestazione riguarda la sequenza degli eventi avvenuti sulla strada statale. Per la Procura, Bergamini sarebbe stato sistemato sull’asfalto quando era già morto o si trovava in imminente pericolo di vita, con l’obiettivo di far apparire il decesso come la conseguenza di un investimento stradale.
Il corpo venne effettivamente travolto da un autocarro Fiat 180Nc condotto da Raffaele Pisano, sottoposto a un procedimento separato per omicidio colposo. L’impatto provocò al calciatore gravissime lesioni da schiacciamento.
Secondo l’ipotesi formulata nell’avviso di conclusione delle indagini, dunque, l’investimento non sarebbe stato la causa originaria della morte, ma la fase finale di un piano destinato a nascondere un omicidio già consumato o in corso di consumazione.
Morte di Bergamini, l’affondo dell’accusa: «Denis ucciso per questioni d’onore. Isabella Internò non è mai cambiata»Le aggravanti contestate dalla Procura
A Roberto Internò vengono contestate anche le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti e futili. Per gli inquirenti, il movente sarebbe riconducibile alle ragioni di possesso e gelosia attribuite a Isabella Internò nei confronti di Donato Bergamini.
Nell’atto si sostiene che la donna non avrebbe accettato la decisione del giovane di interrompere la relazione sentimentale. Queste ragioni, secondo la Procura, sarebbero state conosciute e condivise anche dall’attuale indagato.