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23/03/2026 ore 16.45
Cronaca

Cetraro, sequestrati 40mila euro in un magazzino: indagini su presunti fondi della cosca

Perquisizione dei Carabinieri su disposizione della DDA di Catanzaro: il denaro sarebbe collegato a un imputato per associazione mafiosa

di Redazione

Il 18 marzo 2026 i Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, che ha interessato i locali di un immobile nel centro storico di Cetraro, dove vi era il sospetto che fosse custodito materiale illecito riconducibile a Luca Occhiuzzi.

L’uomo è imputato davanti al Gup del Tribunale di Catanzaro per il reato di partecipazione ad associazione di stampo mafioso ed è attualmente detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Era stato arrestato il 15 febbraio 2025 dopo un periodo di latitanza, essendosi sottratto all’esecuzione di un’ordinanza cautelare in carcere che lo vedeva indagato per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.

Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, avrebbero evidenziato come l’uomo, pur detenuto, avesse la disponibilità di un telefono cellulare utilizzato illecitamente per acquisire e trasferire informazioni ritenute di interesse per il gruppo criminale cetrarese di riferimento.

Proprio dall’analisi del dispositivo sarebbero emersi ripetuti riferimenti a un luogo indicato come “magazzino blu”. In alcune conversazioni con una giovane con la quale intratteneva una relazione sentimentale, l’uomo avrebbe manifestato sollievo per il fatto che quel locale non fosse stato oggetto di controlli da parte delle forze dell’ordine.

Sulla base di questi elementi, nel pomeriggio del 18 marzo i Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Paola hanno individuato i locali a cui si faceva riferimento nelle conversazioni e hanno effettuato la perquisizione, nel corso della quale sono stati rinvenuti e sequestrati quasi 40mila euro in contanti, ritenuti verosimilmente provento delle attività delittuose attribuite all’uomo e al gruppo criminale cui, secondo l’ipotesi accusatoria, apparterrebbe.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.