Chi era Giuseppe Scorza, il 34enne ucciso a Lauropoli, figlio di Maurizio
Nel 2024 era finito in un’inchiesta antidroga. Definitiva nei mesi scorsi la condanna a un anno e quattro mesi per la detenzione di marijuana
Giuseppe Scorza, 34 anni, è l’uomo ucciso nell’agguato avvenuto all’alba a Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio. Il suo nome era già emerso nelle cronache giudiziarie del territorio, sia per il legame familiare con Maurizio Scorza, assassinato nell’aprile del 2022, sia per un procedimento in materia di stupefacenti conclusosi con una condanna definitiva.
Il trentaquattrenne è stato raggiunto dai killer all’interno dell’ufficio di una ditta attiva nella pulizia del verde, situato in una traversa di via Fiume. L’agguato sarebbe stato compiuto intorno alle 5.38. Nell’azione è rimasto coinvolto anche Renato Elia, riuscito a raggiungere un bar distante circa quaranta metri per chiedere aiuto.
Le indagini sull’omicidio sono ancora nella fase iniziale. Gli investigatori stanno approfondendo anche l’eventuale matrice mafiosa, ma il movente e la dinamica completa non risultano ancora definiti.
L’inchiesta antidroga del 2024
Nel 2024 Giuseppe Scorza era stato coinvolto in un’inchiesta coordinata dalla Procura di Castrovillari su una rete di spaccio attiva nel territorio del Pollino. In quella circostanza era stato sottoposto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’operazione che aveva interessato più persone tra Castrovillari e la Sibaritide. Il Quotidiano del Sud aveva ricostruito il suo coinvolgimento nel procedimento.
La posizione giudiziaria del trentaquattrenne si era successivamente definita con una condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 28 aprile 2025: un anno e quattro mesi di reclusione, oltre a una multa superiore a cinquemila euro, per la detenzione di circa un etto di marijuana.
Secondo gli accertamenti confluiti nel processo, dal quantitativo sequestrato dai carabinieri sarebbero state ricavabili 530 dosi medie. I giudici di merito avevano inoltre collocato Scorza all’interno di una rete di spaccio operante nella zona di Castrovillari, ritenendo che potesse contare su canali di approvvigionamento stabili.
La settima sezione penale della Corte di Cassazione ha successivamente dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro la sentenza d’appello, rendendo definitiva la condanna. Il precedente giudiziario costituisce un dato del profilo personale della vittima, ma non può essere automaticamente collegato all’agguato di Lauropoli: l’eventuale esistenza di una relazione dovrà essere accertata dagli investigatori.
Il padre ucciso nel 2022
Giuseppe era figlio di Maurizio Scorza, 57 anni, assassinato il 4 aprile 2022 nelle campagne di contrada Gammellone, nell’area compresa tra Castrovillari e Cassano allo Ionio. Il corpo dell’uomo venne trovato insieme a quello della compagna all’interno della sua automobile.
Per quel duplice omicidio la Dda di Catanzaro, nella persona del pm Alessandro Riello, ha coordinato un’articolata indagine sfociata in provvedimenti cautelari e in un processo contro Francesco Adduci: la sentenza d’appello sarà emessa il 16 settembre prossimo. Anche in questo caso, tuttavia, il rapporto di parentela rappresenta un elemento biografico e non autorizza, in assenza di riscontri investigativi, a sovrapporre i due delitti.