Concorso della polizia locale a Diamante, denuncia sulla presunta diffusione delle tracce
Michele Presta ha presentato un esposto alla Guardia di finanza chiedendo verifiche sulla procedura del 2026. Le circostanze denunciate devono ancora essere accertate
Una presunta conoscenza anticipata delle tracce delle prove e la promessa di un posto utile nella graduatoria. Sono i principali temi dell’esposto presentato da Michele Presta alla Guardia di finanza in relazione al concorso indetto nel 2026 dal Comune di Diamante per l’assunzione di personale della polizia locale.
Nella denuncia, datata 28 luglio 2026, Presta ricostruisce i contatti che avrebbe avuto prima delle due prove concorsuali e chiede l’acquisizione del bando, dei verbali, delle tracce ufficiali, della graduatoria, degli atti di assunzione e dei dati informatici della piattaforma utilizzata.
Il contenuto dell’esposto rappresenta la versione del denunciante. Le circostanze indicate dovranno essere verificate dalle autorità competenti e, allo stato, non costituiscono un accertamento di responsabilità.
I diciassette anni di lavoro precario
Presta riferisce di avere lavorato per circa diciassette anni come agente della polizia locale del Comune di Diamante attraverso una serie di contratti a tempo determinato, senza ottenere la stabilizzazione.
A pochi anni dalla pensione, avrebbe considerato il concorso un’occasione concreta per conseguire un impiego stabile nel settore nel quale aveva maturato esperienza.
Prima della pubblicazione del bando, secondo quanto riportato nell’esposto, un esponente dell’amministrazione comunale gli avrebbe anticipato l’imminente avvio della procedura. Presta racconta inoltre di avere rappresentato al sindaco la propria situazione economica e lavorativa, senza tuttavia formulare richieste esplicite.
Le novanta domande prima della preselezione
In prossimità della prova preselettiva, il denunciante sarebbe stato invitato a rivolgersi a un dipendente comunale che faceva parte della commissione esaminatrice. Quest’ultimo, due giorni prima dell’esame, gli avrebbe chiesto di presentarsi nell’ufficio in cui lavorava.
Presta sostiene che, durante l’incontro, gli sarebbe stata consegnata una busta contenente tre tracce per un totale di novanta domande. Gli sarebbe stato detto di studiarle tutte perché non era ancora noto quale gruppo di quesiti sarebbe stato estratto.
Il 29 maggio 2026 il candidato partecipò alla preselezione online, ottenendo il punteggio massimo di trenta su trenta. Durante la sessione utilizzò anche uno schermo esterno collegato al computer portatile, senza che gli venissero mosse contestazioni.
Successivamente, secondo il racconto contenuto nell’esposto, Presta avrebbe appreso che anche un altro concorrente aveva ricevuto anticipatamente le tracce e ottenuto il massimo punteggio. Da qui il sospetto, presentato dallo stesso denunciante come una propria deduzione, che il materiale fosse stato conosciuto in anticipo anche da altri partecipanti.
La promessa del secondo posto in graduatoria
Tra la preselezione e la seconda prova, l’esponente politico già citato nell’esposto avrebbe chiesto a Presta se fosse interessato a lavorare soltanto durante il periodo estivo oppure in maniera stabile.
Il denunciante sostiene di avere ricevuto la promessa che avrebbe indossato la divisa entro la fine dell’anno e che avrebbe raggiunto il secondo posto della graduatoria. La promessa, secondo quanto riferito, sarebbe stata ribadita anche davanti alla sua compagna.
Nei giorni successivi l’atteggiamento dell’interlocutore sarebbe però cambiato. La sera precedente la seconda prova, quest’ultimo avrebbe comunicato al candidato di essere entrato in possesso delle tracce e lo avrebbe invitato a seguirlo nella propria abitazione.
Nel seminterrato della casa, Presta avrebbe fotografato con il proprio telefono sei tracce visualizzate sul dispositivo dell’interlocutore. Una di esse avrebbe riguardato la redazione di un’ordinanza relativa alla rottura di una condotta stradale.
La prova del 3 giugno e l’errore 404
La seconda prova si svolse online il 3 giugno 2026. Delle tre tracce disponibili venne selezionata la numero tre, che Presta sostiene di avere riconosciuto come una di quelle fotografate la sera precedente.
Durante le operazioni iniziali, l’addetto alla piattaforma avrebbe contestato la presenza di due monitor e disposto l’allontanamento dalla stanza della persona che aveva aiutato il candidato a ripristinare il computer.
Quando Presta tentò di accedere al testo della prova, il sistema avrebbe restituito un errore 404. Il candidato non riuscì quindi a completare l’elaborato e rimase escluso dalla graduatoria finale.
Il denunciante chiede ora che siano acquisiti i dati della chat, i log della piattaforma e le comunicazioni dell’assistenza tecnica per verificare quanto accaduto durante la sessione.
I dubbi sulla graduatoria
Nell’esposto si riferisce che i posti messi a concorso erano due. Dopo la preselezione sarebbero rimasti circa 128 candidati, successivamente ridotti a circa ottanta partecipanti alla prova successiva e infine a una graduatoria di circa ventotto persone.
Presta richiama inoltre la collocazione di alcuni candidati, chiedendo di verificare eventuali rapporti personali o familiari con esponenti politici e soggetti coinvolti nell’organizzazione della procedura.
Lo stesso denunciante precisa di non voler attribuire responsabilità sulla base di conoscenze locali, legami o informazioni apprese indirettamente. La sua richiesta è che questi elementi vengano verificati attraverso gli atti ufficiali e l’audizione delle persone informate sui fatti.
La richiesta di accertamenti alla Guardia di finanza
Presta riconosce nell’esposto che la ricezione anticipata delle presunte tracce potrebbe assumere rilievo anche rispetto alla propria condotta. Sostiene tuttavia di non avere ottenuto alcun vantaggio, poiché l’errore informatico gli impedì di svolgere la seconda prova e di entrare nella graduatoria.
Il denunciante afferma di essersi trovato per anni in una condizione di precarietà e di avere confidato nelle promesse ricevute da persone che riteneva capaci di incidere sulla procedura.
Alla Guardia di finanza chiede di acquisire tutti gli atti del concorso, le tracce delle prove, i verbali della commissione, la graduatoria, i documenti relativi alle assunzioni e i dati della piattaforma. Sollecita inoltre l’audizione dei componenti della commissione e degli altri soggetti citati nell’esposto.
Le verifiche dovranno stabilire se le tracce furono realmente diffuse prima delle prove e se la procedura concorsuale sia stata condizionata.