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13/02/2026 ore 11.14
Cronaca

Mario Occhiuto condannato per la bancarotta fraudolenta patrimoniale della società Ofin

La Cassazione ha accolto solo uno dei motivi di ricorso presentati dalla difesa riguardante l’ipotesi di reato di bancarotta impropria per mancato adempimento del debito tributario. Per ora non decade da senatore

di Antonio Alizzi
Mario Occhiuto

Tre conferme e un annullamento con rinvio. È questa la sentenza della Cassazione nei confronti di Mario Occhiuto, senatore di Forza Italia, relativamente al processo per bancarotta fraudolenta patrimoniale. In primo e secondo grado, l’ex sindaco di Cosenza era stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione. Nel ricorso presentato davanti alla Suprema Corte, il difensore Nicola Carratelli aveva contestato l’impianto accusatorio della Procura di Cosenza e le relative motivazioni dei giudici di secondo grado.

Per tre capi d’accusa è arrivata la condanna in relazione alla bancarotta fraudolenta patrimoniale, mentre per il quinto, ovvero il reato di bancarotta impropria per mancato adempimento del debito tributario, è arrivato un annullamento con rinvio a una nuova sezione della Corte d’Appello di Catanzaro.

Al momento, secondo quanto riferito dalla difesa, Mario Occhiuto non decade da senatore. Fino a quando non ci sarà una sentenza di condanna definitiva superiore a due anni di reclusione la legge Severino non opererà la causa di decadenza.

Società Ofin, distratti tre milioni di euro

I fatti oggetto del processo riguardano la gestione della società Ofin nel periodo compreso tra il 2006 e il 2011. La società, operante nel settore finanziario, è stata dichiarata fallita nel 2014. Secondo l’impostazione accusatoria, avanzata dal pm Marialuigia D’Andrea, sarebbero stati distratti circa tre milioni di euro.

Nel corso del giudizio, Mario Occhiuto ha sempre respinto le contestazioni, sostenendo che le difficoltà economiche sarebbero derivate dalla mancata riscossione di crediti per lavori svolti all’estero e precisando di essere uscito dalla compagine societaria nel 2011, prima dell’elezione a sindaco di Cosenza. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Valerio Vetere. Mario Occhiuto è difeso dall’avvocato Nicola Carratelli.