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02/01/2024 ore 14.17
Cronaca

Corigliano Rossano, cala il sipario sull’artista Pierluigi Rizzo

Pittore, scultore, attore, scrittore, poeta, aveva 70 anni. Dopo aver girato il mondo era tornato nella sua città natale che tristemente lo piange
di Luca Latella

Se n’è andato in silenzio, con garbo, com’era nel suo stile. Rossano piange l’artista Pierluigi Rizzo. Pittore, scultore, attore, scrittore, poeta, aveva 70 anni e si è spento questa notte nel reparto Covid dell’ospedale Giannettasio dove era ricoverato per problemi polmonari che hanno compromesso il suo già precario quadro clinico.

Artista poliedrico a tutto tondo, Pierluigi era riservato e da qualche anno viveva in camper per scelta ma anche per necessità dopo alcuni dissidi sulla proprietà della sua abitazione, nel centro storico di Rossano. In città lo conoscevano tutti.

Terminati gli studi classici si iscrive alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Perugia che abbandona tre anni dopo per dedicarsi all’arte, a cui era vocato. La sua prima esperienza artistica è legata al vetro. Nel 1979 a Perugia apre un laboratorio di arte applicata con annessa una scuola di pittura ed incisione del vetro, per poi sperimentare altre tecniche con materiali diversi come bronzo, marmo, legno, vetro, plastica, tela. Collabora con diversi architetti umbri integrando le sue ricerche con l’artigianato e realizza opere privati e pubbliche come la grande vetrata dell’Hotel Plaza di Perugia.

Nel 1984 si “trasferisce” in teatro prima come scenografo e quattro anni dopo chiude il suo laboratorio di via delle Cantine (aveva aperto però in piazza Ansidei) per intraprendere un lungo viaggio intorno al mondo. Per un periodo si trasferisce a Rio De Janeiro dove espone le sue opere e lavora a teatro come aiuto regista, poi come regista, curando alcune sue opere. Successivamente si sposta in Francia, dove vive tra Parigi e la Normandia.

Tornato a Rossano, come sempre si dedica all’arte in tutte le sue sfaccettature, compresa quella “via etere”, con una riproposizione di improvvisazione teatrale dai microfoni di Radio Rossano Centro, in alcune edizioni della trasmissione “Ci vediamo al bar”, peraltro molto seguita anche se on air nelle ore notturne.

Era un piacere intrattenersi con lui davanti ad un caffè a parlare – per ore – dello scibile umano, di filosofia, d’arte – ovviamente – e di una amara quotidianità che talvolta lo portava a chiudersi in sé stesso per giorni. Cala il sipario tristemente, insomma, su un personaggio insolito, colto, trasandato ma poliedrico che mancherà a tanti.