Pedopornografia online, oltre 800 video sequestrati: domiciliari per un uomo di Corigliano Rossano
L’indagine coordinata dalla Procura di Catanzaro è partita dal monitoraggio delle piattaforme di messaggistica. Vietato l’uso di strumenti di comunicazione
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un uomo residente nell’hinterland di Corigliano-Rossano, indagato per la detenzione di un consistente quantitativo di materiale pedopornografico.
Il provvedimento è stato eseguito dal personale della Sezione operativa per la Sicurezza cibernetica di Cosenza. Il giudice ha imposto all’indagato anche il divieto di utilizzare strumenti di comunicazione, compresi dispositivi e sistemi informatici.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità penale dell’indagato potrà essere accertata soltanto attraverso una sentenza definitiva, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.
L’indagine partita dal monitoraggio delle piattaforme
L’attività investigativa è stata avviata nei mesi scorsi sotto la direzione della Procura della Repubblica di Catanzaro e con il coordinamento del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online.
L’indagine avrebbe avuto origine da una segnalazione emersa durante il monitoraggio delle principali piattaforme di messaggistica istantanea. Gli approfondimenti successivi avrebbero consentito agli investigatori di individuare l’utente e di ricondurre le attività oggetto di verifica al territorio del Coriglianese.
L’autorità giudiziaria ha quindi disposto una serie di perquisizioni personali, domiciliari e informatiche, affidandone l’esecuzione agli specialisti della Polizia postale.
Sequestrati oltre 800 video
Durante gli accertamenti, gli agenti avrebbero individuato e sequestrato più di 800 file video contenenti, secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, immagini di minori coinvolti in atti sessualmente espliciti.
Il materiale informatico è stato sottoposto a sequestro e sarà esaminato dagli investigatori. Gli approfondimenti tecnici dovranno chiarirne la provenienza, le modalità di acquisizione e l’eventuale condivisione attraverso piattaforme o sistemi di messaggistica.
Il ritrovamento aveva determinato inizialmente l’arresto dell’indagato in flagranza di reato. Il provvedimento è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari.
Il provvedimento disposto dal gip di Catanzaro
In un momento successivo, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, il gip del Tribunale del capoluogo ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Al divieto di allontanarsi dall’abitazione è stata affiancata la proibizione di utilizzare strumenti di comunicazione. La prescrizione comprende anche computer, smartphone e altri dispositivi informatici attraverso i quali sarebbe possibile accedere alla rete o interagire con altri utenti.
Le indagini proseguono per ricostruire l’intero percorso digitale dei file sequestrati ed eventualmente individuare altri soggetti coinvolti nella produzione, diffusione o circolazione del materiale.