Cosenza, aggressioni in serie contro donne: paura in centro. «È sempre lo stesso uomo»
Schiaffi e spinte senza motivo in diverse zone della città. Crescono le segnalazioni e il timore tra i cittadini: «Abbiamo paura anche in pieno giorno»
L’aggressione avvenuta nei pressi dei Due Fiumi ai danni di una giovane studentessa sta facendo molto discutere sui social. Le segnalazioni apparse sotto forma di post di commento convergono su una dinamica precisa e ripetuta: le vittime, sempre donne, vengono avvicinate all’improvviso e colpite con schiaffi o spinte, senza alcun apparente motivo. Episodi che, secondo quanto raccolto, sarebbero almeno tre negli ultimi due mesi, tutti avvenuti nel centro urbano, tra le zone più frequentate.
A rafforzare il quadro è anche la percezione diffusa tra i cittadini, sempre più esplicita sui social. “Quando leggo questi post mi sale il sangue alla testa… ma come si fa?”, scrive una donna, raccontando la propria esperienza quotidiana. Un tragitto breve, “dal Comune a piazza XI Settembre”, pochi minuti che però diventano un percorso carico di tensione. “Non vedo l’ora di arrivare a lavoro”, confessa, aggiungendo che quando è sola “i talloni mi urtano al sedere, perché ho paura”.
Un sentimento che si accompagna a un confronto diretto con il passato: “Quando andavo alle superiori attraversavo la città da sola, passando per i Rivocati fino a corso Telesio: cinque anni senza mai avere paura. Anche all’università, in zone isolate e buie, non è mai successo niente. E mo che cavolo sta succedendo? In pieno giorno e in pieno centro picchiano signore anziane, ragazze…”.
Alle testimonianze di chi vive quotidianamente il centro si aggiungono quelle di chi ha incrociato situazioni analoghe anche in altri punti della città. “Non sono di Cosenza, ma una decina di giorni fa ero all’autostazione: c’era un uomo con una donna e un passeggino. Ha fatto i suoi bisogni in un angolo, sembrava alticcio e aveva un’aria arrogante. Penso sia lo stesso”, racconta un’altra persona. Un episodio che amplia la geografia delle segnalazioni e rafforza l’ipotesi di comportamenti reiterati.
Un’altra voce aggiunge un dettaglio sulla percezione immediata di pericolo: “Questo tizio l’ho intravisto pure io mentre ero in macchina. Non credo sia sano di mente, incute tantissima paura. Mentre leggo le parole di questa ragazza mi sembra di vederlo davanti a me”.
Le ricostruzioni indicano che l’uomo segnalato graviterebbe stabilmente tra piazza dei Valdesi e Viale Parco, spesso in compagnia di una donna e di due bambini piccoli. Una presenza che, secondo diverse testimonianze, sarebbe ormai abituale in alcune aree centrali.
Nonostante le numerose segnalazioni alle forze dell’ordine, la situazione non risulterebbe ancora risolta. Ed è proprio questo elemento a generare maggiore inquietudine tra i cittadini, che parlano di una sequenza di episodi conosciuti ma non interrotti.
“Ho paura per il presente e ho il terrore per il futuro”, prosegue la prima testimonianza. “Ho un figlio di 15 anni e una bambina di quasi 5: non è più la città che conoscevo”. Da qui anche una richiesta precisa: “Servirebbero poliziotti di quartiere o pattugliamenti a piedi”. Una proposta che viene definita “forse un’utopia”, ma che restituisce la misura di un bisogno concreto di sicurezza.
Il tema, dunque, non riguarda più solo singoli episodi ma una percezione collettiva che si sta incrinando. La quotidianità, anche nei percorsi più brevi e centrali, viene vissuta con crescente apprensione. E mentre le segnalazioni continuano ad accumularsi, resta aperta una domanda che attraversa tutte le testimonianze: quanto dovrà andare avanti prima di un intervento concreto?