Cosenza, deteneva una pistola “clandestina” sul balcone, 69enne ai domiciliari dopo l’arresto
Il gip ha convalidato il fermo di Francesco Bevilacqua: trovate munizioni nel contatore del gas della cucina
Una pistola senza matricola e senza segni identificativi, nascosta nel contatore del gas sul balcone di casa. È questo il quadro al centro dell’ordinanza con cui il gip del Tribunale di Cosenza, Letizia Benigno, ha convalidato l’arresto di un 69enne cosentino, Francesco Bevilacqua e ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.
L’arresto e il sequestro
L’uomo è stato arrestato in flagranza il 29 aprile 2026, al termine di una perquisizione eseguita dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza. Gli agenti hanno rinvenuto, occultati nel contatore del metano collocato sul balcone che serve la cucina dell’abitazione, una pistola revolver calibro 32 priva di matricola, marca e punzonature, ritenuta quindi arma clandestina. Nello stesso nascondiglio sarebbero state trovate anche munizioni di vario calibro. L’arma è stata posta sotto sequestro e l’indagato tratto in arresto. Per il giudice, la flagranza risulta integrata dal fatto che l’uomo è stato trovato nei luoghi in cui l’arma era custodita e che risultano nella sua disponibilità.
Le contestazioni: detenzione di arma clandestina, ricettazione e munizioni
Nel provvedimento vengono indicati tre capi d’imputazione. Il primo riguarda la detenzione di arma clandestina: il revolver, privo di matricola e di segni del banco di prova, viene qualificato come non tracciabile e quindi clandestino. Il secondo capo è la ricettazione: secondo l’ipotesi accusatoria l’uomo avrebbe acquistato o comunque ricevuto l’arma, ritenuta provento di delitto in quanto con matricola abrasa. Il terzo capo attiene alla detenzione di munizioni senza denuncia: nell’ordinanza vengono elencate cartucce di vari calibri, tra cui .32, .38 Special, .380 Auto e 7,65.
La versione dell’indagato
Nel corso dell’interrogatorio, l’uomo ha dichiarato di aver trovato l’arma “per strada”, avvolta in una busta insieme alle munizioni, e di averla portata a casa, dove l’avrebbe poi occultata dimenticandosi della sua esistenza. Per il gip, si tratta di dichiarazioni che non assumono valore di elemento a discarico, né rispetto alla detenzione dell’arma clandestina né rispetto alla ricettazione. Bevilacqua è difeso dagli avvocati Francesco Boccia e Cristian Bilotta.