Il pallone va sotto l’auto, lite tra vicini finisce in tribunale: assolto un imputato a Cosenza
Nuovo epilogo di una travagliata vicenda giudiziaria iniziata nel 2020 in piena pandemia da Covid-19. Ecco l’esito davanti al Giudice di Pace
Il giudice di pace di Cosenza ha assolto un uomo, G. P., dall’accusa di lesioni personali. Il procedimento nasce da una lite avvenuta il 20 giugno 2020 a Cosenza, tra l’imputato e un vicino di casa. Secondo la prima ricostruzione contenuta negli atti di polizia giudiziaria, la discussione sarebbe degenerata in una colluttazione dopo contrasti legati a un pallone e a un secchio che sarebbero stati trovati sotto l’auto della parte civile.
Sul posto erano intervenuti gli agenti della Squadra Volante della Questura di Cosenza e una pattuglia dei carabinieri della stazione di Cerisano, che si trovava di passaggio. All’arrivo delle forze dell’ordine, l’imputato era stato trovato con il volto insanguinato. Era poi stato soccorso dal personale del 118 e trasportato in ospedale, dove gli erano state certificate lesioni multiple al volto con prognosi di trenta giorni. Anche la parte civile si era recato al pronto soccorso, riportando una prognosi di sette giorni.
La vicenda aveva già dato origine a un separato procedimento penale nei confronti della parte civile, accusato di lesioni ai danni dell’imputato. In quel processo, definito davanti al Tribunale ordinario di Cosenza, il giudice monocratico aveva condannato la codesta parte civile a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, riconoscendo le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti contestate.
Il Tribunale aveva inoltre disposto il risarcimento dei danni in favore della parte civile, oggi imputato, da liquidarsi in separata sede, e la rifusione delle spese legali.
Nel procedimento davanti al giudice di pace, invece, l’uomo assolto era finito a sua volta imputato per lesioni. La contestazione derivava dalla denuncia presentata dalla persona offesa, che aveva sostenuto una diversa versione dei fatti. Secondo quanto riportato negli atti, la parte civile aveva riferito di essere stato colpito per primo dall’imputato e di aver visto quest’ultimo cadere dopo avere inciampato sul manto stradale.
La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Gianpiero Calabrese, ha prodotto nel corso del giudizio gli atti del procedimento parallelo, la sentenza emessa nei confronti della parte civile, la documentazione medica e ulteriori atti relativi alla ricostruzione dell’episodio che in udienza, davanti al giudice monocratico, era stato ricostruito dai poliziotti intervenuti che in quella sede avevano smentito la narrazione offerta da un testimone portato in aula dall’allora imputato.