Cosenza, “mina vagante” tra il personale dell’Asp: altri due sanitari aggrediti
Il responsabile sarebbe un dirigente medico già condannato in primo grado per episodi analoghi: nel 2020 sarebbe entrato nei locali di via Alimena armato di martello e cacciavite
Due sanitari alle dipendenze dell'Asp di Cosenza sono finiti al pronto soccorso dell'Annunziata, entrambi affermando di aver subito un'aggressione da parte di un loro collega, non nuovo a prodezze di questo genere, sul quale gravano diverse denunce per episodi analoghi e per questo recentemente anche condannato in primo grado; la sentenza è stata emessa nel dicembre scorso dal tribunale del capoluogo bruzio ed è relativa a fatti risalenti al 2021.
Secondo quanto si è appreso, gli accadimenti si sarebbero verificati nella giornata di venerdì 29 maggio in due diversi uffici dell'Azienda Sanitaria Provinciale ed il protagonista sarebbe lo stesso per il quale si rese necessario l'intervento dei carabinieri nella sede dell'Unità Operativa di Igiene Pubblica appena due settimane fa. Peraltro l'uomo, nel mese di aprile, avrebbe inoltre avuto uno scontro pure con il direttore del dipartimento di prevenzione Martino Rizzo, segnalato dallo stesso Rizzo alla Procura della Repubblica.
Il dirigente medico intemperante è più volte salito alla ribalta della cronaca sempre per questioni legate ad alterchi e discussioni con i colleghi spesso degenerati in violenze verbali e fisiche. Una situazione nota almeno dal maggio del 2020 quando il soggetto fece irruzione nei locali Asp di Via Alimena armato di martello e cacciavite e creando lo scompiglio tra gli altri impiegati presenti. In un'altra circostanza, nell'aprile del 2021, l'uomo dopo aver fatto irruzione nel palazzo della direzione generale dell'Azienda sempre in Via Alimena, in un impeto di rabbia e di disagio psichico, si portò all'esterno di una finestra del secondo piano minacciando di gettarsi giù da ragguardevole altezza.
Solo l'intervento delle forze dell'ordine evitò un drammatico epilogo. Questa sequenza di eventi, cui ne vanno aggiunti altri meno clamorosi ma ugualmente gravi, consumati nell'arco temporale di sei anni, non è stata sufficiente tuttavia a fare assumere alle istituzioni, ognuna per le loro competenze, una determinazione che appare quanto mai necessaria e urgente per contenere gli eccessi emotivi del medico che continua ad accumulare denunce e che appare bisognoso più di cure e di assistenza che di processi, e per tutelare i colleghi ed anche gli utenti che loro malgrado, con questo medico devono comunque intrattenere rapporti. Sperando di non dover assistere ad una pericolosa escalation con conseguenze irrimediabili.