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09/03/2026 ore 12.36
Cronaca

Un chilo di cocaina nel garage: scattano i domiciliari per un uomo di Marano Marchesato

La Squadra Mobile ha rinvenuto l’ingente dose di sostanza stupefacente dopo aver fermato il 47enne. La Procura aveva chiesto la custodia in carcere

di Antonio Alizzi

Nella giornata di oggi il Tribunale di Cosenza ha convalidato l’arresto di Ivan Volpintesta, 47 anni, nato a Cosenza e residente a Marano Marchesato, fermato dalla Squadra Mobile di Cosenza il 6 marzo 2026 con l’accusa di detenzione di cocaina ai fini di spaccio.

L’ordinanza, firmata dalla giudice Claudia Pingitore, riguarda il reato previsto dall’articolo 73, comma 1, del Dpr 309/90: secondo l’ipotesi accusatoria, Volpintesta avrebbe detenuto 1,010 chilogrammi di cocaina e fuori dall’ipotesi di uso personale.

Il controllo su strada e il ritrovamento nel garage

Dagli atti emerge che tutto sarebbe partito da un controllo su strada. Gli investigatori hanno fermato una Lancia Y condotta dall’indagato. La giudice ha annotato che l’uomo appariva “particolarmente agitato” e che, per questo, gli agenti hanno proceduto a perquisizione personale e poi domiciliare, entrambe inizialmente con esito negativo.

Durante la perquisizione personale, però, in una tasca dei pantaloni dell’indagato sarebbe stata trovata una piccola chiave inserita nel mazzo dove c’era anche la chiave dell’abitazione. Sempre secondo quanto riportato nel provvedimento, su indicazione dello stesso Volpintesta si sarebbe accertato che quella chiave apriva un armadietto metallico collocato in un garage di corte comune, ma ritenuto dagli inquirenti nella esclusiva disponibilità dell’uomo.

All’interno dell’armadietto gli agenti avrebbero rinvenuto una busta di cellophane trasparente con una sostanza polverosa bianca del peso complessivo di 1,010 kg, oltre a materiale ritenuto idoneo al confezionamento (un ritaglio vuoto termosaldato). La sostanza è stata sequestrata e sottoposta a esame speditivo, con esito positivo per cocaina.

L’udienza di convalida

In udienza, riferisce l’ordinanza, Volpintesta si è avvalso della facoltà di non rispondere. La giudice ha ritenuto che lo stato di flagranza e gli elementi raccolti integrino un quadro di gravi indizi di colpevolezza.

Quanto alla finalità di cessione, il provvedimento ha richiamato soprattutto il dato ponderale, le modalità di occultamento – ritenute finalizzate a evitare il ritrovamento in caso di perquisizione domiciliare – e la presenza di strumenti per il confezionamento, ritenuti incompatibili con l’ipotesi di consumo personale.

La misura: domiciliari con braccialetto

La Procura di Cosenza aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il giudice ha ritenuto che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte con una misura meno afflittiva: arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Ivan Volpintesta è difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno.