Sezioni
22/05/2026 ore 18.31
Cronaca

Dati sensibili divulgati, la Corte d’Appello riconosce il danno a Fusaro

Accolta l’impugnazione della parte civile: responsabilità ai fini civili e risarcimento da liquidare separatamente

di Redazione

La Corte d’Appello di Catanzaro ha ribaltato, ai soli effetti civili, la decisione di primo grado relativa alla vicenda che vede parte civile Alfredo Fusaro, dipendente delle Ferrovie della Calabria. I giudici della terza sezione penale, presieduta da Battaglia, con i consiglieri Fontanazza e Di Girolamo, hanno accolto integralmente l’impugnazione proposta da Fusaro, difeso dall’avvocato Pierluigi Pugliese, coadiuvato dal collega Gennaro Giordano.

All’esito della camera di consiglio, la Corte ha rigettato le richieste del procuratore generale d’udienza e del difensore di B.C., originario di Castrovillari, affermando la responsabilità dell’uomo ai fini civili. Ne consegue la condanna al risarcimento dei danni, che dovranno essere liquidati in separata sede, oltre alla rifusione delle spese.

La contestazione sui dati sensibili di Fusaro

La vicenda riguarda l’acquisizione e la successiva divulgazione di dati sensibili riferiti ad Alfredo Fusaro. Secondo la contestazione, B.C., nella qualità di dipendente delle Ferrovie della Calabria e componente della S.d.M.S. “Cesare Pozzo”, avrebbe acquisito e diffuso illecitamente informazioni relative ai periodi di malattia e alle presenze in servizio di Fusaro.

I dati sarebbero stati trasmessi attraverso mail indirizzate ad altri due componenti della medesima società e sarebbero poi diventati di pubblico dominio. Un passaggio che, secondo la prospettazione della parte civile accolta dalla Corte d’Appello, ha determinato un danno da risarcire.

Ribaltata la decisione del Tribunale di Cosenza ai fini civili

In primo grado, il Tribunale di Cosenza aveva assolto B.C. con formula dubitativa. Da quella decisione è nato il ricorso della parte civile, rappresentata da Alfredo Fusaro, che ha chiesto alla Corte d’Appello di Catanzaro una diversa valutazione della vicenda sotto il profilo civilistico.

La Corte ha accolto l’impugnazione e ha riconosciuto la responsabilità ai fini civili, disponendo il risarcimento dei danni in favore di Fusaro. La quantificazione sarà definita in un separato giudizio, come previsto dalla pronuncia.

Il collegamento con il processo “Overture”

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, collegato anche al processo denominato “Overture”. In quel procedimento, Alfredo Fusaro, sempre difeso dall’avvocato Pierluigi Pugliese, è stato assolto il 26 gennaio 2026 dalla Corte d’Appello con formula piena da tutte le imputazioni.

La sentenza di quel processo è ancora in via di deposito. Il nuovo pronunciamento della Corte d’Appello di Catanzaro assume quindi un rilievo ulteriore per la posizione personale e professionale di Fusaro, già uscito assolto dal procedimento principale.