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30/07/2026 ore 06.30
Cronaca

Diamante, riapre il food truck "Da Peppino": venerdì il ritorno sul lungomare dopo la tragedia del botulino

La riapertura avverrà con un mezzo diverso da quello coinvolto nella vicenda dello scorso anno. Il food truck rosso, divenuto nei giorni successivi alla tragedia meta di un macabro pellegrinaggio da parte di curiosi, resta sottoposto a sequestro giudiziario. Al suo posto, un food truck bianco

di Francesca Lagatta

A quasi un anno dalla tragedia del botulino che sconvolse Diamante e l'Italia, il food truck "Da Peppino" è pronto a riaprire i battenti. L'appuntamento è fissato per venerdì 31 luglio, quando Giuseppe Santonocito, titolare dell'attività, tornerà a lavorare su viale Glauco, nel tratto del lungomare dove la sua attività, prima di quel drammatico pomeriggio del 6 agosto 2025, era diventata un punto di riferimento per residenti e turisti.

Un nuovo food truck

La riapertura avverrà, però, con un mezzo completamente diverso da quello coinvolto nella vicenda dello scorso anno. Il famigerato food truck rosso, finito sotto sequestro nell'ambito delle indagini e divenuto nei giorni successivi alla tragedia meta di un macabro pellegrinaggio da parte di centinaia di curiosi, resta infatti ancora sottoposto a sequestro giudiziario. Al suo posto entrerà in funzione un nuovo food truck bianco, acquistato successivamente.

Alimenti sempre freschi

Il nuovo corso sarà caratterizzato da un'offerta più essenziale. Santonocito ha deciso di eliminare completamente i prodotti conservati sott'olio, concentrandosi sulla preparazione di panini con ingredienti freschi e sottoposti a controlli ancora più rigorosi. Per di più, gli ingredienti – tra questi pomodori, provola e patatine - si conteranno sul palmo di una mano e non dovranno essere conservati a lungo.

L’inchiesta della procura di Paola

L’anno scorso finirono sotto la lente di ingrandimento della magistratura i broccoletti sott’olio di una ditta campana. Per gli inquirenti il clostridium botulinum, il batterio che provoca il botulismo, responsabile di una delle pagine di cronaca più nere della Calabria, era contenuta in quegli alimenti. La procura di Paola, titolare dell’inchiesta ancora in pieno svolgimento, dovrà accertare se la potente tossina era già contenuta nei barattoli dopo la produzione o se il batterio si formò in seguito per una presunta cattiva conservazione, anche se i controlli eseguiti nell’azienda produttrice subito dopo la tragedia alimentarono la prima ipotesi. Si tratta, però, di una circostanza ancora al vaglio degli inquirenti, che dovrà essere verificata nel prosieguo delle indagini e nelle fasi processuali. Sarà soltanto l'autorità giudiziaria ad accertare in via definitiva eventuali responsabilità nella drammatica vicenda.

Tragedia immane

La tragedia, lo ricordiamo, costò la vita a due persone, Luigi Di Sarno, 52 anni di Cercola, e Tamara D’Acunto, 45enne del posto, e provocò l'intossicazione di oltre venti consumatori, tra cui anche diversi ragazzi molto giovani. Tutti, nelle sere precedenti, avevano consumato un panino con i broccoletti sott’olio acquistato al food truck di Viale Glauco.

La ripartenza

Nel frattempo, a Santonocito non è mai stata revocata l'autorizzazione amministrativa all'esercizio dell'attività commerciale, anche perché gli incessanti controlli eseguiti nei giorni successivi alla tragedia sul furgoncino rosso, non hanno mai evidenziato carenze di igiene o inadempienze tali da costringere gli inquirenti a ritirare la licenza commerciale.

Santonocito, assistito dagli avvocati Francesco Liserre e Natalia Branda, del Foro di Paola, avrebbe dunque atteso quasi un anno per riaprire la sua attività soltanto per questioni etiche e per rispetto delle persone che hanno perso la vita o che hanno rischiato di perderla dopo aver consumato un panino al suo food truck.